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	<title>admin, Autore presso Ars Biomedica</title>
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		<title>Disfunzioni della tiroide: Il caldo aumenta i sintomi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Aug 2023 15:12:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L’estate per coloro che soffrono di problemi alla tiroide, può rappresentare un periodo di sfide e disagi. La tiroide è una ghiandola endocrina situata nella parte anteriore del collo e svolge un ruolo fondamentale nel regolare il metabolismo, la temperatura corporea e più in generale il bilancio energetico dell’organismo. In questa stagione, le alte</p>
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<p class="wp-block-paragraph">L’estate per coloro che soffrono di problemi alla tiroide, può rappresentare un periodo di sfide e disagi. La tiroide è una ghiandola endocrina situata nella parte anteriore del collo e svolge un ruolo fondamentale nel regolare il metabolismo, la temperatura corporea e più in generale il bilancio energetico dell’organismo. In questa stagione, le alte temperature e le condizioni climatiche estreme possono accentuare diversi disturbi tiroidei, rendendo necessario prendere precauzioni per evitare complicazioni.</p>
</p>
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Approfondiamo l’argomento con il Prof. Bellia, endocrinologo in <a href="https://www.arsbiomedica.it/la-clinica/">ArsBiomedica</a>.</strong></p>
</p>
<p class="wp-block-paragraph">Una delle funzioni principali degli ormoni tiroidei è contribuire alla termoregolazione, ovvero regolare la temperatura corporea in base all’ambiente esterno. Quando la tiroide funziona correttamente, il nostro organismo è in grado di adattarsi alle variazioni di temperatura in modo efficace. Tuttavia, per chi soffre di ipotiroidismo o ipertiroidismo, questa capacità di termoregolazione può essere compromessa. Le persone con ipotiroidismo, ovvero una condizione in cui la tiroide produce meno ormoni del necessario, possono ad esempio sperimentare una maggiore sensibilità al freddo; il contrario avviene nei soggetti ipertiroidei, cioè con una tiroide patologicamente iperfunzionante, che tendono a sentire particolarmente caldo e a sudare di conseguenza.</p>
</p>
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Effetti del Caldo per i Pazienti con problemi alla Tiroide</strong></p>
</p>
<p class="wp-block-paragraph">Le giornate particolarmente calde e afose possono causare disagio e problemi per chi ha disturbi alla tiroide, come ad esempio:</p>
</p>
<p class="wp-block-paragraph">a) Disidratazione: le alte temperature possono aumentare il rischio di disidratazione per tutti, ma per i pazienti ipertiroidei questa evenienza può essere particolarmente problematica se associata ad una sudorazione profusa. La disidratazione può a sua volta influire negativamente sulla produzione e sulla regolazione degli ormoni tiroidei stessi, creando un circolo vizioso che rende più difficile per l’organismo mantenere un equilibrio adeguato.</p>
</p>
<p class="wp-block-paragraph">b) Fatica e Affaticamento: chi soffre di ipotiroidismo può sperimentare una maggiore fatica durante le giornate calde, poiché il metabolismo basale rallenta e l’organismo produce meno energia. D&#8217;altro canto, i pazienti con ipertiroidismo possono avere dei disturbi cardiovascolari che aumentano ancora di più la fatica in presenza di alte temperature.</p>
</p>
<p class="wp-block-paragraph">c) Intolleranza al Caldo: i pazienti ipertiroidei, come già detto, possono soffrire maggiormente le temperature molto alte, con marcato aumento della sudorazione, eritema cutaneo e prurito in vaste aree del corpo.</p>
</p>
<p class="wp-block-paragraph"><strong> Consigli per Affrontare il Caldo con Problemi alla Tiroide</strong></p>
</p>
<p class="wp-block-paragraph">Fortunatamente, esistono alcune precauzioni cui le persone con problemi alla tiroide devono prestare particolare attenzione per alleviare i disturbi durante le giornate calde:</p>
</p>
<p class="wp-block-paragraph">1-L’idratazione è molto importante, e per questo è fondamentale bere molta acqua durante tutto il giorno (almeno 1,5-2 litri di acqua al giorno, preferibilmente non gassata) per prevenire la disidratazione e mantenere un&#8217;adeguata termoregolazione corporea.</p>
</p>
<p class="wp-block-paragraph">2- È importante indossare abiti leggeri, traspiranti e di colore chiaro per ridurre il rischio di ipertemia e colpi di calore.</p>
</p>
<p class="wp-block-paragraph">3- Se ci si sente stanchi o affaticati, bisogna concedersi delle pause e riposarsi all&#8217;ombra per evitare l’eccessiva esposizione al calore.</p>
</p>
<p class="wp-block-paragraph">4-È fondamentale assumere correttamente la terapia, assicurandosi di seguire attentamente il regime terapeutico prescritto dal medico e di prendere i relativi farmaci nei dosaggi e agli orari stabiliti.</p>
</p>
<p class="wp-block-paragraph">È quindi sempre consigliabile consultare il proprio medico, ed effettuare una visita con un endocrinologo, per un&#8217;adeguata gestione dei disturbi tiroidei e per ricevere consigli personalizzati sulla gestione delle proprie condizioni durante la stagione estiva. Con la giusta cura e attenzione è possibile godersi le vacanze estive senza compromettere la salute della tiroide.</p>
</p>
<p class="wp-block-paragraph">Grazie ai nostri specialisti è possibile essere seguiti durante tutto il percorso di cura, e attraverso un approccio multidisciplinare, a seconda del problema, i medici tra loro potranno valutare gli eventuali esami da eseguire e fornire al paziente un piano completo di cura adatto a tutte le esigenze.</p>
</p>
<div class="wp-block-group is-nowrap is-layout-flex wp-container-core-group-is-layout-8f761849 wp-block-group-is-layout-flex"> </div></p>
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		<item>
		<title>Combattere la Secchezza Vaginale: Consigli e Rimedi della ginecologa</title>
		<link>https://www.arsbiomedica.it/combattere-la-secchezza-vaginale-durante-lestate-consigli-e-rimedi-della-ginecologa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Aug 2023 08:52:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ars News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Molte donne soprattutto in estate manifestano fastidiosi sintomi di secchezza vaginale. Questa condizione, può rendere le attività quotidiane e l'intimità sessuale un'esperienza scomoda e dolorosa. Esistono diversi rimedi per alleviare questo disturbo e godersi le vacanze senza fastidi. Con la Dottoressa Novella Russo, ginecologa in Arsbiomedica, esploreremo le cause della secchezza vaginale e forniremo</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.arsbiomedica.it/combattere-la-secchezza-vaginale-durante-lestate-consigli-e-rimedi-della-ginecologa/">Combattere la Secchezza Vaginale: Consigli e Rimedi della ginecologa</a> proviene da <a href="https://www.arsbiomedica.it">Ars Biomedica</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div><img width="300" height="169" src="https://www.arsbiomedica.it/wp-content/uploads/2023/08/secchezza-vaginale-cause-300x169.png" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="Secchezza vaginale - Ars Bio Medica" decoding="async" srcset="https://www.arsbiomedica.it/wp-content/uploads/2023/08/secchezza-vaginale-cause-200x113.png 200w, https://www.arsbiomedica.it/wp-content/uploads/2023/08/secchezza-vaginale-cause-300x169.png 300w, https://www.arsbiomedica.it/wp-content/uploads/2023/08/secchezza-vaginale-cause-400x225.png 400w, https://www.arsbiomedica.it/wp-content/uploads/2023/08/secchezza-vaginale-cause-600x338.png 600w, https://www.arsbiomedica.it/wp-content/uploads/2023/08/secchezza-vaginale-cause-768x432.png 768w, https://www.arsbiomedica.it/wp-content/uploads/2023/08/secchezza-vaginale-cause-800x450.png 800w, https://www.arsbiomedica.it/wp-content/uploads/2023/08/secchezza-vaginale-cause-1024x576.png 1024w, https://www.arsbiomedica.it/wp-content/uploads/2023/08/secchezza-vaginale-cause.png 1200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div><div class="fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-2 fusion-flex-container nonhundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling" style="--awb-border-radius-top-left:0px;--awb-border-radius-top-right:0px;--awb-border-radius-bottom-right:0px;--awb-border-radius-bottom-left:0px;--awb-flex-wrap:wrap;" ><div class="fusion-builder-row fusion-row fusion-flex-align-items-flex-start fusion-flex-content-wrap" style="max-width:1216.8px;margin-left: calc(-4% / 2 );margin-right: calc(-4% / 2 );"><div class="fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-1 fusion_builder_column_1_1 1_1 fusion-flex-column" style="--awb-bg-size:cover;--awb-width-large:100%;--awb-margin-top-large:0px;--awb-spacing-right-large:1.92%;--awb-margin-bottom-large:0px;--awb-spacing-left-large:1.92%;--awb-width-medium:100%;--awb-spacing-right-medium:1.92%;--awb-spacing-left-medium:1.92%;--awb-width-small:100%;--awb-spacing-right-small:1.92%;--awb-spacing-left-small:1.92%;"><div class="fusion-column-wrapper fusion-flex-justify-content-flex-start fusion-content-layout-column"><div class="fusion-text fusion-text-2"></p>
<p class="wp-block-paragraph">Molte donne soprattutto in estate manifestano fastidiosi sintomi di secchezza vaginale. Questa condizione, può rendere le attività quotidiane e l&#8217;intimità sessuale un&#8217;esperienza scomoda e dolorosa. Esistono diversi rimedi per alleviare questo disturbo e godersi le vacanze senza fastidi.</p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading"><strong>Con la Dottoressa Novella Russo, ginecologa in <a href="https://www.arsbiomedica.it/la-clinica/">Arsbiomedica</a>, esploreremo le cause della secchezza vaginale e forniremo suggerimenti utili per affrontarla.</strong></h3>
</p>
<p class="wp-block-paragraph">La secchezza vaginale è tipicamente collegata alla carenza di estrogeni, ormoni femminili essenziali per la fertilità e la buona salute della vagina. Con la loro azione, gli estrogeni mantengono il pH locale a valori leggermente acidi (intorno a 4.5), stimolano le secrezioni cervico-vaginali e mantengono il normale trofismo ed elasticità dei tessuti.                                                                                                                                                                                         </p>
</p>
<p class="wp-block-paragraph">La carenza di estrogeni provoca anche sfavorevoli modificazioni a carico della vescica, dell&#8217;uretra e di tutti gli organi del pavimento pelvico. Per questo motivo, la secchezza vaginale può essere accompagnata da disturbi della minzione e da una maggiore incidenza di cistiti e uretriti.</p>
</p>
<h2 class="wp-block-heading"><strong>La secchezza vaginale può essere influenzata da diversi fattori durante l&#8217;estate:</strong></h2>
</p>
<p class="wp-block-paragraph">1. Disidratazione: L&#8217;aumento delle temperature estive può portare a una maggiore sudorazione, aumentando il rischio di disidratazione e quindi di irritazione locale;</p>
</p>
<p class="wp-block-paragraph">2. Cambiamenti ormonali: Le fluttuazioni ormonali, l&#8217;aumento dell&#8217;attività sessuale o l&#8217;uso di contraccettivi orali, la menopausa possono influire sulla riduzione della lubrificazione vaginale.</p>
</p>
<h2 class="wp-block-heading"><strong>Come comportarsi per prevenire la secchezza vaginale?</strong></h2>
</p>
<p class="wp-block-paragraph">D’estate si consiglia di bere molta acqua perché l’idratazione è importante per il benessere del corpo, inoltre aiuta a mantenere l&#8217;equilibrio dei fluidi corporei e favorisce la produzione di lubrificazione naturale.</p>
</p>
<p class="wp-block-paragraph">Si consiglia di limitare l&#8217;esposizione prolungata al cloro e all’acqua salata, quindi dopo aver nuotato o trascorso del tempo in piscina o al mare, è importante sciacquare delicatamente la zona con acqua pulita.</p>
</p>
<p class="wp-block-paragraph">Fondamentale è l&#8217;uso di saponi o detergenti delicati che non alterano il pH della vagina, contribuendo alla secchezza. Consiglio di utilizzare prodotti delicati e privi di profumi o sostanze chimiche irritanti.</p>
</p>
<p class="wp-block-paragraph">Durante l&#8217;estate, è consigliabile indossare indumenti intimi in tessuti traspiranti e naturali come il cotone o la seta.   Si raccomanda di evitare indumenti sintetici o troppo aderenti, come i jeans o body stretti che possono causare irritazioni.</p>
</p>
<p class="wp-block-paragraph">Se la secchezza vaginale persiste o causa notevoli disagi, è importante effettuare la visita ginecologica, in modo da valutare le condizioni locali ed escludere altre possibili cause infettive.</p>
</p>
<div class="wp-block-buttons is-layout-flex wp-block-buttons-is-layout-flex">
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</div>
<h2 class="wp-block-heading"><strong>La Visita ginecologica: a cosa serve e perché è importante?</strong></h2>
</p>
<p class="wp-block-paragraph">La visita ginecologica serve per valutare lo stato di salute dei genitali femminili, sia interni che esterni e i possibili disturbi legati all’apparato riproduttivo.</p>
</p>
<p class="wp-block-paragraph">Allo specialista ginecologo deve rivolgersi anche chi presenta problematiche riguardanti la sfera sessuale, per esempio il dolore (dispareunia) durante i rapporti sessuali, o se si sospettano infezioni.</p>
</p>
<p class="wp-block-paragraph">Durante la visita ginecologica, inoltre, lo specialista potrà escludere, con l’ausilio dell’ecografia transvaginale, la presenza di altre patologie.</p>
</p>
<p class="wp-block-paragraph">La visita ginecologica può aiutare a individuare il problema e permettere allo specialista di fornire una diagnosi completa e suggerire dei consigli personalizzati, poiché ogni persona ha diritto ad una cura adatta al proprio corpo ed alle proprie esigenze.</p>
</p>
<div class="wp-block-group is-nowrap is-layout-flex wp-container-core-group-is-layout-8f761849 wp-block-group-is-layout-flex"> </div></p>
</div></div></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://www.arsbiomedica.it/combattere-la-secchezza-vaginale-durante-lestate-consigli-e-rimedi-della-ginecologa/">Combattere la Secchezza Vaginale: Consigli e Rimedi della ginecologa</a> proviene da <a href="https://www.arsbiomedica.it">Ars Biomedica</a>.</p>
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		<item>
		<title>La salute sessuale dell’uomo: la disfunzione erettile</title>
		<link>https://www.arsbiomedica.it/la-salute-sessuale-delluomo-la-disfunzione-erettile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Jul 2023 10:24:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ars News]]></category>
		<category><![CDATA[Slider Home]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L'importanza dell'andrologia Le problematiche legate alla capacità di mantenere un'erezione sono frequenti e possono manifestarsi in uomini di tutte le età. Che cos'è la disfunzione erettile e quando recarsi dall'androlo? Ne abbiamo parlato con il Dottor Attilio Guerani, Andrologo in ArsBiomedica Che cos’è la disfunzione erettile? La disfunzione erettile può essere definita come una</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.arsbiomedica.it/la-salute-sessuale-delluomo-la-disfunzione-erettile/">La salute sessuale dell’uomo: la disfunzione erettile</a> proviene da <a href="https://www.arsbiomedica.it">Ars Biomedica</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div><img width="300" height="169" src="https://www.arsbiomedica.it/wp-content/uploads/2023/08/Andrologia-Roma-300x169.png" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="Andrologia Roma Nord - Ars Bio Medica" decoding="async" srcset="https://www.arsbiomedica.it/wp-content/uploads/2023/08/Andrologia-Roma-200x113.png 200w, https://www.arsbiomedica.it/wp-content/uploads/2023/08/Andrologia-Roma-300x169.png 300w, https://www.arsbiomedica.it/wp-content/uploads/2023/08/Andrologia-Roma-400x225.png 400w, https://www.arsbiomedica.it/wp-content/uploads/2023/08/Andrologia-Roma-600x338.png 600w, https://www.arsbiomedica.it/wp-content/uploads/2023/08/Andrologia-Roma-768x432.png 768w, https://www.arsbiomedica.it/wp-content/uploads/2023/08/Andrologia-Roma-800x450.png 800w, https://www.arsbiomedica.it/wp-content/uploads/2023/08/Andrologia-Roma-1024x576.png 1024w, https://www.arsbiomedica.it/wp-content/uploads/2023/08/Andrologia-Roma.png 1200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div><div class="fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-3 fusion-flex-container nonhundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling" style="--awb-border-radius-top-left:0px;--awb-border-radius-top-right:0px;--awb-border-radius-bottom-right:0px;--awb-border-radius-bottom-left:0px;--awb-flex-wrap:wrap;" ><div class="fusion-builder-row fusion-row fusion-flex-align-items-flex-start fusion-flex-content-wrap" style="max-width:1216.8px;margin-left: calc(-4% / 2 );margin-right: calc(-4% / 2 );"><div class="fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-2 fusion_builder_column_1_1 1_1 fusion-flex-column" style="--awb-bg-size:cover;--awb-width-large:100%;--awb-margin-top-large:0px;--awb-spacing-right-large:1.92%;--awb-margin-bottom-large:0px;--awb-spacing-left-large:1.92%;--awb-width-medium:100%;--awb-spacing-right-medium:1.92%;--awb-spacing-left-medium:1.92%;--awb-width-small:100%;--awb-spacing-right-small:1.92%;--awb-spacing-left-small:1.92%;"><div class="fusion-column-wrapper fusion-flex-justify-content-flex-start fusion-content-layout-column"><div class="fusion-text fusion-text-3"></p>
<h2 class="wp-block-heading" style="--fontSize: 34; line-height: 1.35;">L&#8217;importanza dell&#8217;andrologia</h2>
<p class="wp-block-heading">Le problematiche legate alla capacità di mantenere un&#8217;erezione sono frequenti e possono manifestarsi in uomini di tutte le età. Che cos&#8217;è la disfunzione erettile e quando recarsi dall&#8217;androlo?</p>
</p>
<p class="wp-block-paragraph">
</p>
<h4 class="wp-block-heading fusion-responsive-typography-calculated" data-fontsize="18" data-lineheight="24.3px" style="--fontSize: 18; line-height: 1.35; --minFontSize: 18;">Ne abbiamo parlato con il Dottor Attilio Guerani, <a href="https://www.arsbiomedica.it/urologia-e-andrologia/">Andrologo</a> in ArsBiomedica</h4>
</p>
<h2 data-fontsize="34" data-lineheight="45.9px" class="fusion-responsive-typography-calculated wp-block-heading" style="--fontSize: 34; line-height: 1.35;">Che cos’è la disfunzione erettile?</h2>
<p>La disfunzione erettile può essere definita come una persistente o ricorrente incapacità di ottenere /o mantenere un’erezione valida del pene tale da permettere un rapporto sessuale soddisfacente. I dati sulla prevalenza sono discordanti, variando da un 49% tra i soggetti di età compresa tra i 40 e 65 anni fino a circa 80-90% in soggetti con comorbidità quali diabete e ipertensione.</p>
<h2 data-fontsize="34" data-lineheight="45.9px" class="fusion-responsive-typography-calculated" style="--fontSize: 34; line-height: 1.35;">Le cause della disfunzione erettile</h2>
<p>La disfunzione erettile è indotta da una serie di cause, a volte coesistenti (forme miste), vascolari (aterorosclerosi, diabete, ipertensione arteriosa), neurologiche (sclerosi multipla, traumi spinali) raggruppabili tra le cause organiche, e psicologiche (sindrome depressiva, ansia, vissuto personale) appartenenti alle cause non organiche.</p>
<h2 data-fontsize="34" data-lineheight="45.9px" class="fusion-responsive-typography-calculated" style="--fontSize: 34; line-height: 1.35;">Quando è necessario consultare uno specialista?</h2>
<p>Generalmente, i problemi di erezione di natura fisica si sviluppano lentamente e gradualmente nel corso del tempo. Un episodio isolato di difficoltà nell&#8217;ottenere un&#8217;erezione può essere considerato normale e non necessariamente indicativo di questioni fisiche sottostanti. Tuttavia, se queste situazioni diventano più frequenti e sono accompagnate da una notevole diminuzione del desiderio sessuale o dalla mancanza di erezioni spontanee durante la notte o al risveglio, potrebbe essere prudente consultare uno specialista. Riconoscere precocemente la presenza di una disfunzione erettile di origine organica può essere estremamente vantaggioso per identificare altre eventuali condizioni mediche, come quelle legate al cuore o al metabolismo, e prevenire il loro peggioramento. Inoltre, una visita da un esperto in andrologia può aiutare a chiarire eventuali dubbi riguardo alla sfera sessuale, prevenendo l&#8217;insorgere di ansie o preoccupazioni ingiustificate che possono avere un impatto significativo sulla salute mentale e fisica del paziente.</p>
<h2 data-fontsize="34" data-lineheight="45.9px" class="fusion-responsive-typography-calculated" style="--fontSize: 34; line-height: 1.35;">DIAGNOSI</h2>
<p>Durante la visita con l’andrologo, vengono effettuati una serie di passaggi per valutare il paziente in modo completo. Questo processo tiene in considerazione il suo stile di vita attuale e passato, eventuali condizioni mediche preesistenti o attuali e qualsiasi terapia farmacologica in corso. Può essere utile anche compilare questionari mirati che esplorano vari aspetti della funzione sessuale del paziente, inclusi l&#8217;erezione, la soddisfazione sessuale, la funzione orgasmica, il desiderio sessuale e la soddisfazione generale. Questo aiuta a valutare l&#8217;efficacia della terapia nelle visite di follow-up.</p>
<p>In genere, vengono richiesti prelievi ematici per identificare eventuali fattori di rischio o anomalie ormonali. In alcuni casi, possono essere raccomandati esami diagnostici non invasivi o minimamente invasivi, come <a href="https://www.arsbiomedica.it/specialita-mediche/dipartimento-di-cardiologia-arsbiomedica-clinica-privata/">l&#8217;eco(color)doppler</a> penieno dopo la somministrazione di prostaglandine (PGE-1, alprostadil), che fornisce una valutazione accurata della funzione vascolare peniena.</p>
<h2 data-fontsize="34" data-lineheight="45.9px" class="fusion-responsive-typography-calculated" style="--fontSize: 34; line-height: 1.35;">TERAPIA</h2>
<p>Per quanto riguarda le opzioni di trattamento, oggi esistono vari farmaci in grado di migliorare significativamente la funzione erettile. Gli inibitori della fosfodiesterasi, ad esempio, sono farmaci assunti per via orale con elevata efficacia e buona tollerabilità, e hanno poche controindicazioni assolute. In casi più gravi o in assenza di risposta soddisfacente alla terapia orale, è possibile considerare farmaci somministrati tramite iniezione intracavernosa. Tuttavia, l&#8217;uso di tali farmaci richiede una formazione preliminare da parte dell&#8217;andrologo per minimizzare il rischio di effetti collaterali.</p>
<p>Recentemente, ci sono state anche terapie più innovative come le onde d&#8217;urto a bassa intensità e la somministrazione di plasma arricchito di piastrine per via intracavernosa. Queste terapie possono migliorare significativamente la microcircolazione peniena e, di conseguenza, la funzione erettile.</p>
<p>È importante notare che la gestione terapeutica delle disfunzioni sessuali è altamente individualizzata e richiede un approccio multidisciplinare. Grazie alla consulenza specialistica, è possibile sviluppare un piano di trattamento personalizzato che tiene conto dei diversi fattori che possono contribuire ai problemi sessuali, inclusi quelli biologici, psicologici, comportamentali e sociali. In Arsbiomedica, l&#8217;approccio multidisciplinare consente di affrontare la problematica in modo completo, coinvolgendo specialisti altamente qualificati per comprendere e trattare tutte le componenti responsabili della disfunzione, comprese quelle psicologiche, emotive e relazionali.</p>
</p>
<h2 class="wp-block-heading fusion-responsive-typography-calculated" data-fontsize="34" data-lineheight="45.9px" style="--fontSize: 34; line-height: 1.35;"> </h2>
</p>
<p class="wp-block-paragraph">
</p>
<p class="is-layout-constrained wp-block-group-is-layout-constrained">
</div></div></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://www.arsbiomedica.it/la-salute-sessuale-delluomo-la-disfunzione-erettile/">La salute sessuale dell’uomo: la disfunzione erettile</a> proviene da <a href="https://www.arsbiomedica.it">Ars Biomedica</a>.</p>
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		<item>
		<title>Gambe pesanti e gonfie d&#8217;estate? I consigli dall&#8217; angiologo</title>
		<link>https://www.arsbiomedica.it/gambe-pesanti-e-gonfie-destate-ecco-i-consigli-dallangiologo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Jul 2023 10:22:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L'estate è la stagione più attesa per le vacanze, ma per alcune persone può comportare fastidi come le gambe pesanti e gonfie. Questo problema, noto anche come insufficienza venosa, è comune e può essere causato da diversi fattori, tra cui la calura estiva, la sedentarietà, la dieta e una predisposizione genetica. Approfondiamo l’argomento con</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.arsbiomedica.it/gambe-pesanti-e-gonfie-destate-ecco-i-consigli-dallangiologo/">Gambe pesanti e gonfie d&#8217;estate? I consigli dall&#8217; angiologo</a> proviene da <a href="https://www.arsbiomedica.it">Ars Biomedica</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div><img width="300" height="169" src="https://www.arsbiomedica.it/wp-content/uploads/2023/08/angiologo-roma-300x169.png" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="Angiologo Roma Ars Bio Medica" decoding="async" srcset="https://www.arsbiomedica.it/wp-content/uploads/2023/08/angiologo-roma-200x113.png 200w, https://www.arsbiomedica.it/wp-content/uploads/2023/08/angiologo-roma-300x169.png 300w, https://www.arsbiomedica.it/wp-content/uploads/2023/08/angiologo-roma-400x225.png 400w, https://www.arsbiomedica.it/wp-content/uploads/2023/08/angiologo-roma-600x338.png 600w, https://www.arsbiomedica.it/wp-content/uploads/2023/08/angiologo-roma-768x432.png 768w, https://www.arsbiomedica.it/wp-content/uploads/2023/08/angiologo-roma-800x450.png 800w, https://www.arsbiomedica.it/wp-content/uploads/2023/08/angiologo-roma-1024x576.png 1024w, https://www.arsbiomedica.it/wp-content/uploads/2023/08/angiologo-roma.png 1200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div><div class="fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-4 fusion-flex-container nonhundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling" style="--awb-border-radius-top-left:0px;--awb-border-radius-top-right:0px;--awb-border-radius-bottom-right:0px;--awb-border-radius-bottom-left:0px;--awb-flex-wrap:wrap;" ><div class="fusion-builder-row fusion-row fusion-flex-align-items-flex-start fusion-flex-content-wrap" style="max-width:1216.8px;margin-left: calc(-4% / 2 );margin-right: calc(-4% / 2 );"><div class="fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-3 fusion_builder_column_1_1 1_1 fusion-flex-column" style="--awb-bg-size:cover;--awb-width-large:100%;--awb-margin-top-large:0px;--awb-spacing-right-large:1.92%;--awb-margin-bottom-large:0px;--awb-spacing-left-large:1.92%;--awb-width-medium:100%;--awb-spacing-right-medium:1.92%;--awb-spacing-left-medium:1.92%;--awb-width-small:100%;--awb-spacing-right-small:1.92%;--awb-spacing-left-small:1.92%;"><div class="fusion-column-wrapper fusion-flex-justify-content-flex-start fusion-content-layout-column"><div class="fusion-text fusion-text-4"></p>
<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;estate è la stagione più attesa per le vacanze, ma per alcune persone può comportare fastidi come le gambe pesanti e gonfie. Questo problema, noto anche come insufficienza venosa, è comune e può essere causato da diversi fattori, tra cui la calura estiva, la sedentarietà, la dieta e una predisposizione genetica.</p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Approfondiamo l’argomento con il Dottor Lorenzo Di Giulio, medico angiologo e chirurgo vascolare in Arsbiomedica.</h3>
</p>
<h4 class="wp-block-heading">Le gambe possono risultare gonfie e pesanti dopo esercizi fisici eccessivi, ma se la sensazione non è conseguente ad uno sforzo fisico il disturbo potrebbe derivare da una condizione medica patologica più complessa.</h4>
</p>
<p class="wp-block-paragraph">Le gambe pesanti e gonfie possono essere il risultato di un&#8217;insufficienza venosa, un disturbo che colpisce la circolazione del sangue nelle gambe. L&#8217;insufficienza venosa si verifica quando le valvole venose delle gambe non funzionano correttamente, causando un accumulo di sangue nelle vene e aumentando la pressione. Questo può causare sintomi come gonfiore, pesantezza, dolore, crampi e formicolio.</p>
</p>
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Come il sole ed il caldo possono aggravare l’insufficienza venosa?</strong></p>
</p>
<p class="wp-block-paragraph">Durante l&#8217;estate, diversi fattori possono contribuire ad aggravare i sintomi dell&#8217;insufficienza venosa.</p>
</p>
<p class="wp-block-paragraph"> Le temperature elevate possono causare una dilatazione dei vasi sanguigni, peggiorando la circolazione. L&#8217;esposizione al sole e al calore può anche provocare una maggiore perdita di liquidi, contribuendo alla disidratazione e alla comparsa di edemi alle gambe. Inoltre, durante i mesi estivi, spesso siamo più sedentari o trascorriamo molto tempo in piedi, il che può ostacolare il flusso sanguigno e aumentare la probabilità di gonfiore alle gambe.</p>
</p>
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Come evitare l’insufficienza venosa?</strong></p>
</p>
<ol class="wp-block-list" type="1">
<li>Mantenere un peso sano aiuta a ridurre lo stress sulle vene e migliora la circolazione.                                    L&#8217;eccesso di peso può esercitare una pressione aggiuntiva sulle vene delle gambe, peggiorando i sintomi dell&#8217;insufficienza venosa. L&#8217;esercizio fisico stimola la circolazione sanguigna e rafforza i muscoli delle gambe, favorendo il ritorno venoso. Fare attività a basso impatto come il nuoto, la camminata può avere effetti benefici.</li>
<li>Ridurre l&#8217;esposizione al calore e al sole può aiutare a mantenere una temperatura corporea ottimale e a prevenire la dilatazione dei vasi sanguigni. Indossare abiti leggeri e freschi e cercare di rimanere in ambienti climatizzati durante i periodi più caldi della giornata.</li>
<li>Le calze a compressione esercitano una pressione graduata sulle gambe, aiutando a migliorare la circolazione. La visita con un angiologo è importante per valutare insieme al medico quali possono essere le calze a compressione più adatte alle proprie esigenze.</li>
</ol>
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Come risolvere il problema?</strong></p>
</p>
<p class="wp-block-paragraph">Una situazione di <strong>gambe stanche o pesanti</strong> deve essere sottoposta al medico angiologo quando è collegata a un dolore alle gambe, a <strong>febbre,</strong> a rossore o gonfiore delle gambe e non accenna a scomparire dopo tre o più giorni o rende <strong>difficoltosi i movimenti.</strong></p>
</p>
<p class="wp-block-paragraph">La visita angiologica è importante per una valutazione accurata e per ottenere consigli personalizzati sulle esigenze di ogni paziente.</p>
</p>
<p class="wp-block-paragraph">In Arsbiomedica grazie all’approccio multidisciplinare è possibile effettuare tutti gli esami necessari, che possono essere effettuati contestualmente alla visita, come l&#8217;eco doppler venoso degli arti inferiori, o una visita con chirurgo vascolare, per trovare una pronta e immediata soluzione.</p>
</p>
<p class="wp-block-paragraph">Conclude lo specialista: &#8220;i consigli del medico angiologo, e del chirurgo vascolare come nel mio caso sono importantissimi per migliorare la circolazione e ridurre il disagio associato alle gambe pesanti e gonfie durante l&#8217;estate.&#8221;</p>
</p>
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		<item>
		<title>Arsbiomedica partner sanitario del Torneo internazionale di Tennis</title>
		<link>https://www.arsbiomedica.it/arsbiomedica-partner-sanitario-del-13esimo-torneo-internazionale-femminile-di-tennis/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Jul 2023 15:15:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ars News]]></category>
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		<category><![CDATA[arsbiomedica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>  Si è appena concluso il 13 Torneo Internazionale Femminile di tennis al Circolo Antico Tiro a Volo e Arsbiomedica per il secondo anno, è stata presente con il suo staff sanitario, con uno stand informativo dedicato alla comunicazione e alle informazioni sulle attività svolte dalla clinica ed un altro punto a bordo campo</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.arsbiomedica.it/arsbiomedica-partner-sanitario-del-13esimo-torneo-internazionale-femminile-di-tennis/">Arsbiomedica partner sanitario del Torneo internazionale di Tennis</a> proviene da <a href="https://www.arsbiomedica.it">Ars Biomedica</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div><img width="300" height="169" src="https://www.arsbiomedica.it/wp-content/uploads/2023/08/fisioterapia-sportiva-300x169.png" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="fisioterapia sportiva Ars Bio Medica" decoding="async" srcset="https://www.arsbiomedica.it/wp-content/uploads/2023/08/fisioterapia-sportiva-200x113.png 200w, https://www.arsbiomedica.it/wp-content/uploads/2023/08/fisioterapia-sportiva-300x169.png 300w, https://www.arsbiomedica.it/wp-content/uploads/2023/08/fisioterapia-sportiva-400x225.png 400w, https://www.arsbiomedica.it/wp-content/uploads/2023/08/fisioterapia-sportiva-600x338.png 600w, https://www.arsbiomedica.it/wp-content/uploads/2023/08/fisioterapia-sportiva-768x432.png 768w, https://www.arsbiomedica.it/wp-content/uploads/2023/08/fisioterapia-sportiva-800x450.png 800w, https://www.arsbiomedica.it/wp-content/uploads/2023/08/fisioterapia-sportiva-1024x576.png 1024w, https://www.arsbiomedica.it/wp-content/uploads/2023/08/fisioterapia-sportiva.png 1200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div><div class="fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-5 fusion-flex-container nonhundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling" style="--awb-border-radius-top-left:0px;--awb-border-radius-top-right:0px;--awb-border-radius-bottom-right:0px;--awb-border-radius-bottom-left:0px;--awb-flex-wrap:wrap;" ><div class="fusion-builder-row fusion-row fusion-flex-align-items-flex-start fusion-flex-content-wrap" style="max-width:1216.8px;margin-left: calc(-4% / 2 );margin-right: calc(-4% / 2 );"><div class="fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-4 fusion_builder_column_1_1 1_1 fusion-flex-column" style="--awb-bg-blend:overlay;--awb-bg-size:cover;--awb-width-large:100%;--awb-margin-top-large:0px;--awb-spacing-right-large:1.92%;--awb-margin-bottom-large:0px;--awb-spacing-left-large:1.92%;--awb-width-medium:100%;--awb-spacing-right-medium:1.92%;--awb-spacing-left-medium:1.92%;--awb-width-small:100%;--awb-spacing-right-small:1.92%;--awb-spacing-left-small:1.92%;"><div class="fusion-column-wrapper fusion-flex-justify-content-flex-start fusion-content-layout-column"><div class="fusion-text fusion-text-5"></p>
<h3 class="wp-block-heading fusion-responsive-typography-calculated" style="--fontsize: 25; line-height: 1.35;" data-fontsize="25" data-lineheight="33.75px"> </h3>
</p>
<p class="wp-block-paragraph">Si è appena concluso il <a href="https://www.anticotiroavolo.com/atv-tennis-open/">13 Torneo Internazionale Femminile di tennis al Circolo Antico Tiro a Volo</a> e Arsbiomedica per il secondo anno, è stata presente con il suo staff sanitario, con uno stand informativo dedicato alla comunicazione e alle informazioni sulle attività svolte dalla clinica ed un altro punto a bordo campo dove lo staff medico: due fisioterapisti, un medico cardiologo, e un infermiere, erano pronti a intervenire, per tutte le necessità delle atlete di primo soccorso e non solo.</p>
</p>
<p class="wp-block-paragraph">È molto importante e ci fa molto piacere rinnovare questa partnership con il Circolo Antico Tiro a Volo- <strong><em>afferma il direttore sanitario Athos Gentile</em></strong>&#8211; perché grazie agli eventi che organizza il circolo, è possibile fidelizzare il rapporto con i pazienti della zona, che ci conoscono e a quelli che non ci conoscono poter descrivere meglio i nostri servizi e il nostro approccio.</p>
</p>
<p class="wp-block-paragraph">Continua il direttore sanitario: “Il Servizio di <a href="https://www.arsbiomedica.it/fisioterapia-e-riabilitazione-domiciliare/">Fisioterapia</a> della Clinica Arsbiomedica, che ha aiutato tutte le atlete del Torneo con trattamenti e messaggi durante tutta la settimana, è un centro di recupero funzionale, dove lavorano oltre venti fisioterapisti, un poliambulatorio dedicato alla fisioterapia, una palestra molto attrezzata e una piscina per il recupero funzionale dei pazienti che hanno necessità di fare la riabilitazione in acqua.</p>
</p>
<p class="wp-block-paragraph">I medici cardiologi che hanno garantito la piena assistenza sanitaria alle atlete del tennis, sono i cardiologi del nostro centro di Cardiologia, un’eccellenza della clinica, diretta dal Prof Mancone, che in caso di emergenza permette di effettuare interventi H24, su pazienti affetti da ischemia acuta, che se viene trattata precocemente permette un pronto recupero.”</p>
</p>
<p class="wp-block-paragraph"><em>“<strong>Per i giocatori professionisti che svolgono attività fisica a livello agonistico, il trauma acuto è sempre in agguato insieme a eventi minori quali: stiramenti muscolari o dolori della colonna vertebrale. Grazie al pronto intervento fisioterapico eseguito da professionisti esperti nei trattamenti agonistici l’atleta può recuperare le sue qualità, in brevissimo tempo</strong>.”</em></p>
</p>
<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;attività fisica e lo sport svolgono un ruolo cruciale per il mantenimento di uno stile di vita sano e nella promozione del benessere generale. La medicina si occupa di preservare la salute, prevenire e curare le malattie. Unendo queste due discipline, si può ottenere un impatto significativo sulla salute individuale e collettiva. Conclude il Direttore Sanitario: “proprio per questo che Arsbiomedica dimostra il suo supporto nei confronti dello sport e degli atleti”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-15432" src="https://arsbiomedica.it/wp-content/uploads/2023/08/foto-6.jpg" alt="" width="1280" height="960" srcset="https://www.arsbiomedica.it/wp-content/uploads/2023/08/foto-6-200x150.jpg 200w, https://www.arsbiomedica.it/wp-content/uploads/2023/08/foto-6-300x225.jpg 300w, https://www.arsbiomedica.it/wp-content/uploads/2023/08/foto-6-400x300.jpg 400w, https://www.arsbiomedica.it/wp-content/uploads/2023/08/foto-6-600x450.jpg 600w, https://www.arsbiomedica.it/wp-content/uploads/2023/08/foto-6-768x576.jpg 768w, https://www.arsbiomedica.it/wp-content/uploads/2023/08/foto-6-800x600.jpg 800w, https://www.arsbiomedica.it/wp-content/uploads/2023/08/foto-6-1024x768.jpg 1024w, https://www.arsbiomedica.it/wp-content/uploads/2023/08/foto-6-1200x900.jpg 1200w, https://www.arsbiomedica.it/wp-content/uploads/2023/08/foto-6.jpg 1280w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-15433" src="https://arsbiomedica.it/wp-content/uploads/2023/08/foto-9.jpg" alt="" width="2016" height="1134" srcset="https://www.arsbiomedica.it/wp-content/uploads/2023/08/foto-9-200x113.jpg 200w, https://www.arsbiomedica.it/wp-content/uploads/2023/08/foto-9-300x169.jpg 300w, https://www.arsbiomedica.it/wp-content/uploads/2023/08/foto-9-400x225.jpg 400w, https://www.arsbiomedica.it/wp-content/uploads/2023/08/foto-9-600x338.jpg 600w, https://www.arsbiomedica.it/wp-content/uploads/2023/08/foto-9-768x432.jpg 768w, https://www.arsbiomedica.it/wp-content/uploads/2023/08/foto-9-800x450.jpg 800w, https://www.arsbiomedica.it/wp-content/uploads/2023/08/foto-9-1024x576.jpg 1024w, https://www.arsbiomedica.it/wp-content/uploads/2023/08/foto-9-1200x675.jpg 1200w, https://www.arsbiomedica.it/wp-content/uploads/2023/08/foto-9-1536x864.jpg 1536w, https://www.arsbiomedica.it/wp-content/uploads/2023/08/foto-9.jpg 2016w" sizes="(max-width: 2016px) 100vw, 2016px" /></p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-15434" src="https://arsbiomedica.it/wp-content/uploads/2023/08/foto-1.jpg" alt="" width="2016" height="1134" srcset="https://www.arsbiomedica.it/wp-content/uploads/2023/08/foto-1-200x113.jpg 200w, https://www.arsbiomedica.it/wp-content/uploads/2023/08/foto-1-300x169.jpg 300w, https://www.arsbiomedica.it/wp-content/uploads/2023/08/foto-1-400x225.jpg 400w, https://www.arsbiomedica.it/wp-content/uploads/2023/08/foto-1-600x338.jpg 600w, https://www.arsbiomedica.it/wp-content/uploads/2023/08/foto-1-768x432.jpg 768w, https://www.arsbiomedica.it/wp-content/uploads/2023/08/foto-1-800x450.jpg 800w, https://www.arsbiomedica.it/wp-content/uploads/2023/08/foto-1-1024x576.jpg 1024w, https://www.arsbiomedica.it/wp-content/uploads/2023/08/foto-1-1200x675.jpg 1200w, https://www.arsbiomedica.it/wp-content/uploads/2023/08/foto-1-1536x864.jpg 1536w, https://www.arsbiomedica.it/wp-content/uploads/2023/08/foto-1.jpg 2016w" sizes="(max-width: 2016px) 100vw, 2016px" /></p>
</p>
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</p>
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</p>
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		<item>
		<title>Colonscopia virtuale, i vantaggi della tecnologia per una diagnosi precoce più precisa.</title>
		<link>https://www.arsbiomedica.it/colonscopia-virtuale-i-vantaggi-della-tecnologia-per-una-diagnosi-precoce-piu-precisa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Jul 2023 10:13:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ars News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Che cos’è la Colonscopia Virtuale? La colonscopia virtuale è una metodica radiologica non invasiva che consente di studiare la parete del colon simulando la colonscopia tradizionale. Questo esame rientra nelle tecniche di diagnostica per immagini e offre numerosi vantaggi per una diagnosi precoce dei tumori del colon retto. Approfondiamo l’argomento con la Dott.ssa Maria</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.arsbiomedica.it/colonscopia-virtuale-i-vantaggi-della-tecnologia-per-una-diagnosi-precoce-piu-precisa/">Colonscopia virtuale, i vantaggi della tecnologia per una diagnosi precoce più precisa.</a> proviene da <a href="https://www.arsbiomedica.it">Ars Biomedica</a>.</p>
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<h2 class="wp-block-heading"><strong>Che cos’è la Colonscopia Virtuale?</strong></h2>
</p>
<p class="wp-block-paragraph">La colonscopia virtuale è una metodica radiologica non invasiva che consente di studiare la parete del colon simulando la colonscopia tradizionale. Questo esame rientra nelle tecniche di diagnostica per immagini e offre numerosi vantaggi per una diagnosi precoce dei tumori del colon retto.</p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading"><strong>Approfondiamo l’argomento con la Dott.ssa Maria Luisa De Cicco, radiologa del servizio di diagnostica per immagini in Arsbiomedica.</strong></h3>
</p>
<p class="wp-block-paragraph">La <a href="https://www.arsbiomedica.it/diagnostica-per-immagini/">colonscopia virtuale</a>, o <a href="https://www.arsbiomedica.it/diagnostica-per-immagini/">colonografia TC</a> (Tomografia Computerizzata), è una tecnica di imaging medico avanzata che consente la visualizzazione dettagliata del colon e del retto. Questa tecnica innovativa è stata sviluppata come un&#8217;alternativa meno invasiva e più confortevole alla colonscopia tradizionale. Un esame che offre numerosi vantaggi per la diagnosi precoce delle patologie del colon retto.  </p>
</p>
<p class="wp-block-paragraph">Si tratta di una procedura che si effettua durante un esame tac, elaborata poi attraverso il computer e che, a differenza della colonscopia tradizionale, viene eseguita senza l’introduzione nel colon di sonde.</p>
</p>
<p class="wp-block-paragraph">Durante la procedura, vengono acquisite una serie di <a href="https://www.arsbiomedica.it/diagnostica-per-immagini/allarsbiomedica-e-arrivata-la-nuova-tac-intelligente/">immagini a bassa dose di radiazioni</a>, che vengono poi elaborate da un computer per creare una rappresentazione tridimensionale dell&#8217;intestino. Questa visualizzazione consente ai medici di esaminare attentamente la mucosa intestinale e identificare eventuali anomalie o polipi.</p>
</p>
<p class="wp-block-paragraph">L’esame è totalmente indolore e non prevede il ricorso all’anestesia.</p>
</p>
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</div>
<h2 class="wp-block-heading"><strong>Quali sono i vantaggi della colonscopia virtuale?</strong></h2>
</p>
<p class="wp-block-paragraph"><strong>É un esame molto veloce</strong>: la sua esecuzione si completa in un minuto e i risultati sono immediati. Può essere indicato anche per lo screening del cancro del colon retto.</p>
</p>
<p class="wp-block-paragraph">La colonscopia virtuale offre numerosi vantaggi rispetto alla colonscopia tradizionale. Prima di tutto, è una procedura meno invasiva che non richiede l&#8217;inserimento di un tubo flessibile nel colon e che consente di visualizzare anche i segmenti che possono essere difficili da raggiungere con la colonscopia tradizionale.</p>
</p>
<p class="wp-block-paragraph">La colonscopia virtuale ricostruisce tridimensionalmente, da diverse angolazioni il colon offrendo un&#8217;elevata precisione nella rilevazione dei polipi e delle lesioni precancerose, consentendo una diagnosi precoce e una tempestiva adozione di misure preventive. Questa tecnologia di ultima generazione elimina la necessità di sedazione o anestesia e non comporta rischi di perforazione del colon, un&#8217;eventualità che può verificarsi in rari casi con la colonscopia tradizionale.</p>
</p>
<h2 class="wp-block-heading"><strong>L’importanza del rapporto tra medico e paziente.</strong></h2>
</p>
<p class="wp-block-paragraph">Conclude la Dottoressa: “Penso che la colonscopia virtuale rappresenti un&#8217;alternativa promettente alla colonscopia tradizionale per la diagnosi e la prevenzione dei disturbi intestinali. La sua minore invasività, il maggior comfort per i pazienti e l&#8217;elevata precisione nella rilevazione di polipi e lesioni precancerose ne fanno una scelta migliore per molti pazienti. Tuttavia, è importante considerare le limitazioni della tecnica e discuterne con il medico specialista per valutare la soluzione più adatta alle esigenze di ogni persona.</p>
</p>
<p class="wp-block-paragraph">La clinica Arsbiomedica è sempre al passo con le ultime tecnologie di imaging e dispone di una <a href="https://www.arsbiomedica.it/diagnostica-per-immagini/">Tc</a> multistrato di ultima generazione in grado di eseguire l’immagine con una ose radiante estremamente ridotta, contribuendo a migliorare la qualità della cura dei pazienti.</p>
</p>
<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p></p>
</div></div></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://www.arsbiomedica.it/colonscopia-virtuale-i-vantaggi-della-tecnologia-per-una-diagnosi-precoce-piu-precisa/">Colonscopia virtuale, i vantaggi della tecnologia per una diagnosi precoce più precisa.</a> proviene da <a href="https://www.arsbiomedica.it">Ars Biomedica</a>.</p>
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		<item>
		<title>Pelle, nei, esposizione al sole, i consigli della dermatologa</title>
		<link>https://www.arsbiomedica.it/pelle-nei-esposizione-al-sole-i-consigli-della-dermatologa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Jul 2023 08:39:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ars News]]></category>
		<category><![CDATA[Slider Home]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L'estate è finalmente arrivata e molti di noi si stanno già godendo il sole. Tuttavia, è fondamentale ricordare che ognuno di noi ha un fototipo di pelle diverso (ne esistono ben 6 tipi) e che l'esposizione al sole può avere effetti dannosi variabili da individuo a individuo. Ne parliamo con la Dottoressa Pellegrini, dermatologa</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.arsbiomedica.it/pelle-nei-esposizione-al-sole-i-consigli-della-dermatologa/">Pelle, nei, esposizione al sole, i consigli della dermatologa</a> proviene da <a href="https://www.arsbiomedica.it">Ars Biomedica</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div><img width="300" height="169" src="https://www.arsbiomedica.it/wp-content/uploads/2023/08/articolo-nei-e-protezione-solare-arsbio-300x169.png" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.arsbiomedica.it/wp-content/uploads/2023/08/articolo-nei-e-protezione-solare-arsbio-200x113.png 200w, https://www.arsbiomedica.it/wp-content/uploads/2023/08/articolo-nei-e-protezione-solare-arsbio-300x169.png 300w, https://www.arsbiomedica.it/wp-content/uploads/2023/08/articolo-nei-e-protezione-solare-arsbio-400x225.png 400w, https://www.arsbiomedica.it/wp-content/uploads/2023/08/articolo-nei-e-protezione-solare-arsbio-600x338.png 600w, https://www.arsbiomedica.it/wp-content/uploads/2023/08/articolo-nei-e-protezione-solare-arsbio-768x432.png 768w, https://www.arsbiomedica.it/wp-content/uploads/2023/08/articolo-nei-e-protezione-solare-arsbio-800x450.png 800w, https://www.arsbiomedica.it/wp-content/uploads/2023/08/articolo-nei-e-protezione-solare-arsbio-1024x576.png 1024w, https://www.arsbiomedica.it/wp-content/uploads/2023/08/articolo-nei-e-protezione-solare-arsbio.png 1200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div><div class="fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-7 fusion-flex-container nonhundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling" style="--awb-border-radius-top-left:0px;--awb-border-radius-top-right:0px;--awb-border-radius-bottom-right:0px;--awb-border-radius-bottom-left:0px;--awb-flex-wrap:wrap;" ><div class="fusion-builder-row fusion-row fusion-flex-align-items-flex-start fusion-flex-content-wrap" style="max-width:1216.8px;margin-left: calc(-4% / 2 );margin-right: calc(-4% / 2 );"><div class="fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-6 fusion_builder_column_1_1 1_1 fusion-flex-column" style="--awb-bg-size:cover;--awb-width-large:100%;--awb-margin-top-large:0px;--awb-spacing-right-large:1.92%;--awb-margin-bottom-large:0px;--awb-spacing-left-large:1.92%;--awb-width-medium:100%;--awb-spacing-right-medium:1.92%;--awb-spacing-left-medium:1.92%;--awb-width-small:100%;--awb-spacing-right-small:1.92%;--awb-spacing-left-small:1.92%;"><div class="fusion-column-wrapper fusion-flex-justify-content-flex-start fusion-content-layout-column"><div class="fusion-text fusion-text-7"></p>
<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;estate è finalmente arrivata e molti di noi si stanno già godendo il sole. Tuttavia, è fondamentale ricordare che ognuno di noi ha un fototipo di pelle diverso (ne esistono ben 6 tipi) e che l&#8217;esposizione al sole può avere effetti dannosi variabili da individuo a individuo.</p>
</p>
<h4 class="wp-block-heading"><strong><em>Ne parliamo con la Dottoressa Pellegrini, dermatologa in <a href="https://www.arsbiomedica.it/">Arsbiomedica</a> per avere consigli importanti su come proteggere la nostra pelle dal sole.</em></strong></h4>
</p>
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il sole</strong> emana una vasta gamma di radiazioni, una buona parte delle quali vengono filtrate dall’atmosfera. Le radiazioni che passano questa barriera protettiva naturale sono 3:</p>
</p>
<ul class="wp-block-list">
<li>la radiazione visibile ad occhio nudo che va dal rosso al violetto;</li>
<li>quella infrarossa non visibile all’occhio umano, ma che riusciamo a percepire sotto forma di calore;</li>
<li>e la radiazione ultravioletta. Quest’ultima, con le sue diverse lunghezze d&#8217;onda è la fonte della nostra abbronzatura, ma anche fonte dei principali rischi per la nostra pelle. Infatti un&#8217;eccessiva esposizione al sole e quindi a questo tipo di raggi aumenta il rischio di effetti indesiderati o di danni nel breve e lungo termine quali i tumori della pelle, le discromie cutanee (macchie solari), l’invecchiamento precoce della pelle, le rughe o l&#8217;eritema solare.</li>
</ul>
<h2 class="wp-block-heading"><strong>Quali sono i fattori di rischio?</strong></h2>
</p>
<p class="wp-block-paragraph">Prima di tutto è importante capire quali sono i fattori di rischio e tra questi se come individui abbiamo rischi specifici per fototipo o familiarità; una visita con il dermatologo, sottolinea la Dott.ssa Pellegrini, ci aiuta a capire quali sono.</p>
</p>
<p class="wp-block-paragraph">In linea generale dobbiamo sempre avere in considerazione se stiamo andando incontro ad una giornata in cui prevediamo una lunga esposizione al sole, la fotoesposizione senza protezione è sempre un rischio, qualsiasi sia il nostro fototipo, gli individui con una carnagione chiara sono solitamente più sensibili al sole e quindi più a rischio. Anche la presenza di nei o una storia familiare di melanoma o altri tipi di tumori della pelle è da considerare con attenzione tra i fattori di rischio individuali.</p>
</p>
<h2 class="wp-block-heading"><strong>I consigli su come esporsi al sole e prevenire le macchie solari ed i tumori della pelle</strong></h2>
</p>
<ol class="wp-block-list" type="1">
<li>La protezione solare è essenziale per prevenire l’insorgenza di melanomi, la formazione di nei e macchie solari. Utilizza una crema solare di qualità, ad ampio spettro, con un fattore di protezione solare (FPS) di almeno 30 è importantissimo, soprattutto per individui di carnagione chiara o con molti nei. Non solo se nel corpo hai nei particolari, lo specialista potrebbe indicarti di utilizzare una crema a più alta protezione per proteggerli dal sole. Al mare è importante ricordarsi di applicare la protezione solare almeno ogni 2 ore e di riapplicarla dopo bagni prolungati.</li>
<li>Se non si è al mare, ma per esempio nel caso di una passeggiata in montagna è importante indossare un abbigliamento protettivo, come cappelli a tesa larga ed utilizzare la crema solare nelle parti del corpo che restano scoperte.</li>
<li>Evita l&#8217;esposizione eccessiva al sole: Sebbene sia importante godere del sole, è fondamentale evitare l&#8217;esposizione eccessiva e prolungata, soprattutto durante le ore più calde della giornata, quando i raggi solari sono più intensi.</li>
<li>Il viso è una parte del corpo particolarmente sensibile e più incline a sviluppare macchie solari. Soprattutto se sei una persona soggetta a sviluppare macchie della pelle considera la possibilità di utilizzare una crema a più alto fattore protettivo per il Viso.</li>
</ol>
<h2 class="wp-block-heading"><strong>Prevenzione dei melanomi</strong></h2>
</p>
<p class="wp-block-paragraph">Effettuare controlli dermatologici regolari è molto importante, soprattutto per le persone con molti nei. I nei sono soggetti a cambiamento ed una diagnosi precoce è fondamentale per prendere in tempo i melanomi. Consultare un dermatologo almeno una volta all&#8217;anno per un esame completo della pelle è la miglior prevenzione, inoltre in quell’occasione lo specialista potrà suggerire come prenderti cura della tua pelle senza rinunciare ai piaceri di una giornata al sole.</p>
</p>
<p class="wp-block-paragraph">L’autoesame è una pratica importante, soprattutto per le persone che hanno molti nei: prestare quindi attenzione a cambiamenti nella forma, nel colore o nella dimensione o all’insorgenza di nuovi nei è fondamentale. In questi casi consultare il proprio specialista di fiducia è sicuramente la cosa migliore.</p>
</p>
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Attenzione alle macchie solari, alle lentiggini e alle escoriazioni</strong>: Le macchie solari, le lentiggini o anche le efelidi, possono diventare più scure e pronunciate con l’esposizione al sole. Proteggerle con una crema adeguata è fondamentale per non andare incontro a questo effetto, spesso antiestetico. Inoltre, proteggere le escoriazioni e le ferite con garze è importante per prevenire inestetismi.</p>
</p>
<p class="wp-block-paragraph">La prevenzione dei nei e la protezione dalla radiazione solare sono aspetti fondamentali per mantenere una pelle sana e ridurre il rischio di problemi cutanei, compreso il melanoma.                                                                                             Ricorda sempre di consultare un dermatologo per un&#8217;adeguata valutazione per avere consigli personalizzati per la tua pelle. La dermatologia fornisce una serie di consigli preziosi per mantenere una pelle sana durante l&#8217;estate e l&#8217;esposizione al sole.</p>
</p>
<p class="wp-block-paragraph">Grazie alla visita dermatologica, lo specialista fornisce una serie di consigli preziosi per mantenere una pelle sana durante l&#8217;estate e l&#8217;esposizione al sole. Proteggere la pelle con una crema solare ad ampio spettro, limitare l&#8217;esposizione nelle ore di punta, idratarsi adeguatamente e prestare attenzione alle aree sensibili sono solo alcune delle misure che possono aiutarti a mantenere una pelle sana e radiosa anche durante i mesi estivi. Non dimenticare di consultare un dermatologo se hai preoccupazioni specifiche sulla tua pelle, o se noti cambiamenti anomali. Ricorda, una pelle protetta è una pelle felice!</p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading"><strong>Lo sapevi che…</strong></h3>
</p>
<p class="wp-block-paragraph">Se da un lato è vero che i raggi UV possono causare diversi danni alla pelle e all&#8217;organismo più in generale, dall&#8217;altra parte è anche vero che le radiazioni ultraviolette sono necessarie per lo svolgimento di alcuni processi fisiologici e possono apportare diversi benefici.</p>
</p>
<p class="wp-block-paragraph">I raggi ultravioletti infatti favoriscono:</p>
</p>
<p class="wp-block-paragraph">&#8211; il trofismo e l&#8217;accrescimento osseo stimolando la sintesi della vitamina D;</p>
</p>
<p class="wp-block-paragraph">&#8211; svolgono un&#8217;azione disinfettante a livello della cute;</p>
</p>
<p class="wp-block-paragraph">&#8211; favoriscono la circolazione e stimolano di conseguenza l&#8217;attività dei globuli bianchi;</p>
</p>
<p class="wp-block-paragraph">&#8211; accelerano la proliferazione pilifera (forse questo effetto non è del tutto apprezzato, in particolar modo dalle donne);</p>
</p>
<p class="wp-block-paragraph">&#8211; favoriscono la pigmentazione della cute stimolando la produzione di melanina (in verità, questo è un meccanismo di difesa attuato dall&#8217;organismo per proteggere le cellule dagli eventuali danni dei raggi UV; tuttavia, oggigiorno, l&#8217;abbronzatura è considerata un sinonimo di bellezza e per questo l&#8217;imbrunimento della cute è un fattore molto ricercato).</p>
</p>
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		<item>
		<title>Il morbo di Dupuytren: l’intervento migliora le funzionalità della mano</title>
		<link>https://www.arsbiomedica.it/il-morbo-di-dupuytren-lintervento-migliora-le-funzionalita-della-mano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Jul 2023 08:08:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ars News]]></category>
		<category><![CDATA[Slider Home]]></category>
		<category><![CDATA[arsbiomedica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le mani e le dita sono parti essenziali del nostro corpo, che ci consentono di compiere una vasta gamma di attività quotidiane, come scrivere, afferrare oggetti, suonare e molto altro ancora. Tuttavia, quando si verificano problemi alle mani e alle dita, queste attività fondamentali possono diventare difficili e dolorose. ll morbo di Dupuytren è</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div><img width="300" height="169" src="https://www.arsbiomedica.it/wp-content/uploads/2023/08/morbo-di-dupuytren-ROma-300x169.png" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.arsbiomedica.it/wp-content/uploads/2023/08/morbo-di-dupuytren-ROma-200x113.png 200w, https://www.arsbiomedica.it/wp-content/uploads/2023/08/morbo-di-dupuytren-ROma-300x169.png 300w, https://www.arsbiomedica.it/wp-content/uploads/2023/08/morbo-di-dupuytren-ROma-400x225.png 400w, https://www.arsbiomedica.it/wp-content/uploads/2023/08/morbo-di-dupuytren-ROma-600x338.png 600w, https://www.arsbiomedica.it/wp-content/uploads/2023/08/morbo-di-dupuytren-ROma-768x432.png 768w, https://www.arsbiomedica.it/wp-content/uploads/2023/08/morbo-di-dupuytren-ROma-800x450.png 800w, https://www.arsbiomedica.it/wp-content/uploads/2023/08/morbo-di-dupuytren-ROma-1024x576.png 1024w, https://www.arsbiomedica.it/wp-content/uploads/2023/08/morbo-di-dupuytren-ROma.png 1200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div><div class="fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-8 fusion-flex-container nonhundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling" style="--awb-border-radius-top-left:0px;--awb-border-radius-top-right:0px;--awb-border-radius-bottom-right:0px;--awb-border-radius-bottom-left:0px;--awb-flex-wrap:wrap;" ><div class="fusion-builder-row fusion-row fusion-flex-align-items-flex-start fusion-flex-content-wrap" style="max-width:1216.8px;margin-left: calc(-4% / 2 );margin-right: calc(-4% / 2 );"><div class="fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-7 fusion_builder_column_1_1 1_1 fusion-flex-column" style="--awb-bg-size:cover;--awb-width-large:100%;--awb-margin-top-large:0px;--awb-spacing-right-large:1.92%;--awb-margin-bottom-large:0px;--awb-spacing-left-large:1.92%;--awb-width-medium:100%;--awb-spacing-right-medium:1.92%;--awb-spacing-left-medium:1.92%;--awb-width-small:100%;--awb-spacing-right-small:1.92%;--awb-spacing-left-small:1.92%;"><div class="fusion-column-wrapper fusion-flex-justify-content-flex-start fusion-content-layout-column"><div class="fusion-text fusion-text-8"></p>
<p class="wp-block-paragraph">Le mani e le dita sono parti essenziali del nostro corpo, che ci consentono di compiere una vasta gamma di attività quotidiane, come scrivere, afferrare oggetti, suonare e molto altro ancora. Tuttavia, quando si verificano problemi alle mani e alle dita, queste attività fondamentali possono diventare difficili e dolorose.</p>
</p>
<p class="wp-block-paragraph">ll <strong>morbo di Dupuytren</strong> è una fibromatosi della mano che determina la “curvatura” delle dita, causando difficoltà nei movimenti e talvolta anche dolore, può limitare notevolmente la funzionalità della mano.</p>
</p>
<p class="wp-block-paragraph">Colpisce 30 milioni di persone nel mondo e, in Italia, il 15% degli uomini; può interessare una o più dita ed è spesso bilaterale. </p>
</p>
<p class="wp-block-paragraph">Nel 25% dei casi la patologia evolve in forma grave, compromettendo il normale svolgimento delle attività quotidiane e lavorative.</p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading"><strong><em>Oggi approfondiamo l’argomento con il <a href="https://www.arsbiomedica.it/team/dott-iakov-molayem/">Dott. Molayem</a>, Chirurgo della Mano <a href="https://www.arsbiomedica.it/specialita-mediche/ortopedia-e-traumatologia/">Ortopedico</a> in Arsbiomedica.</em></strong></h3>
</p>
<h2 class="wp-block-heading"><strong>Cos’è il Morbo di Dupuytren e come si manifesta?</strong></h2>
</p>
<p class="wp-block-paragraph">Il Morbo di Dupuytren è una malattia che determina la “curvatura” (flessione) permanente di una o più dita della mano.</p>
</p>
<p class="wp-block-paragraph">Tra i <strong>fattori di rischio</strong> più comuni troviamo la familiarità, l&#8217;aumento dell’età, il sesso maschile, il diabete, il consumo di alcol e il tabagismo.<br />La patologia è dovuta alla deposizione di materiale fibroso da parte di un particolare tipo di cellula detta miofibroblasta.<br />Tipicamente il morbo di Dupuytren inizia con la formazione di un nodulo nel palmo, che si estende poi longitudinalmente sul dito a formare una corda, determinandone quindi la flessione e la consensuale impossibilità a estendere. La velocità con cui l’evoluzione si verifica è imprevedibile.</p>
</p>
<p class="wp-block-paragraph">Il paziente in genere non avverte dolore ma subisce una limitazione della funzionalità per l’ingombro del dito piegato, anche nelle semplici attività quotidiane come lavarsi il viso.</p>
</p>
<h2 class="wp-block-heading"><strong>Come si diagnostica Il Morbo di Dupuytren?</strong></h2>
</p>
<p class="wp-block-paragraph">La diagnosi del Morbo di Dupuytren, avviene durante la visita ortopedica, durante la quale il medico esamina il paziente e può valutare l’eventuale necessità di indagini <a href="https://www.arsbiomedica.it/diagnostica-per-immagini/">diagnostiche</a>, in particolare: la <a href="https://www.arsbiomedica.it/specialita-mediche/diagnostica-per-immagini/">radiografia e l’ecografia</a>, per un inquadramento più approfondito dello stato della mano.</p>
</p>
<h2 class="wp-block-heading"><strong>Quando serve l’intervento chirurgico?</strong></h2>
</p>
<p class="wp-block-paragraph">Nella maggior parte dei casi, spiega il medico, il trattamento è indicato quando il dito inizia a flettersi.</p>
</p>
<p class="wp-block-paragraph">Esistono diverse opzioni chirurgiche in base alla gravità della condizione e della limitazione funzionale che ne deriva.</p>
</p>
<p class="wp-block-paragraph">I trattamenti più comuni sono:<br />&#8211; fascectomia regionale, asportazione di tutta la corda mediante incisione;<br />&#8211; fascectomia segmentale, asportazione di uno o più segmenti della corda con mini-incisione;<br />&#8211; fasciotomia ad ago, sezione a uno o più livelli della corda in modo percutaneo.<br />Negli anni passati era possibile trattare alcune forme del morbo di Dupuytren con un farmaco, la collagenasi, che infiltrato nella corda ne determinava lo “scioglimento”; attualmente non è più in commercio, ma nuove molecole sono in fase di studio per una soluzione della malattia sempre meno invasiva.</p>
</p>
<h4 class="wp-block-heading">L’intervento viene eseguito in day hospital, con anestesia del solo arto superiore.               </h4>
</p>
<p class="wp-block-paragraph">Il post-operatorio prevede alcune medicazioni e un adeguato protocollo riabilitativo, necessario a ottimizzare il risultato del trattamento chirurgico; inoltre, i <strong>tutori</strong> sono un complemento spesso utile. La visita ortopedica può svolgere un ruolo fondamentale nel diagnosticare e trattare efficacemente i disturbi articolari che possono compromettere la funzionalità delle nostre estremità superiori.</p>
</p>
<p class="wp-block-paragraph">In Arsbiomedica, grazie al personale specializzato e un percorso di cura personalizzato, il paziente viene seguito prima, durante e dopo l’intervento per un raggiungere un recupero più performante.</p>
</p>
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		<item>
		<title>Risonanza magnetica 3 tesla in ArsBioMedica: cosa sapere</title>
		<link>https://www.arsbiomedica.it/risonanza-magnetica-3-tesla-in-arsbiomedica-cosa-sapere/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Jun 2023 08:04:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ars News]]></category>
		<category><![CDATA[Slider Home]]></category>
		<category><![CDATA[arsbiomedica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La risonanza magnetica è una metodica diagnostica non invasiva che utilizza campi magnetici e onde radio per creare immagini dettagliate degli organi interni, dei tessuti molli e delle strutture anatomiche del corpo umano.  Approfondiamo l’argomento con il Dott. Vallati, medico radiologo dell’ArsBioMedica. Che cos'è la Risonanza Magnetica? La Risonanza Magnetica rappresenta un metodo diagnostico</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.arsbiomedica.it/risonanza-magnetica-3-tesla-in-arsbiomedica-cosa-sapere/">Risonanza magnetica 3 tesla in ArsBioMedica: cosa sapere</a> proviene da <a href="https://www.arsbiomedica.it">Ars Biomedica</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div><img width="300" height="169" src="https://www.arsbiomedica.it/wp-content/uploads/2023/08/Risonanza-magnetica-roma-300x169.png" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.arsbiomedica.it/wp-content/uploads/2023/08/Risonanza-magnetica-roma-200x113.png 200w, https://www.arsbiomedica.it/wp-content/uploads/2023/08/Risonanza-magnetica-roma-300x169.png 300w, https://www.arsbiomedica.it/wp-content/uploads/2023/08/Risonanza-magnetica-roma-400x225.png 400w, https://www.arsbiomedica.it/wp-content/uploads/2023/08/Risonanza-magnetica-roma-600x338.png 600w, https://www.arsbiomedica.it/wp-content/uploads/2023/08/Risonanza-magnetica-roma-768x432.png 768w, https://www.arsbiomedica.it/wp-content/uploads/2023/08/Risonanza-magnetica-roma-800x450.png 800w, https://www.arsbiomedica.it/wp-content/uploads/2023/08/Risonanza-magnetica-roma-1024x576.png 1024w, https://www.arsbiomedica.it/wp-content/uploads/2023/08/Risonanza-magnetica-roma.png 1200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div><div class="fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-9 fusion-flex-container nonhundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling" style="--awb-border-radius-top-left:0px;--awb-border-radius-top-right:0px;--awb-border-radius-bottom-right:0px;--awb-border-radius-bottom-left:0px;--awb-flex-wrap:wrap;" ><div class="fusion-builder-row fusion-row fusion-flex-align-items-flex-start fusion-flex-content-wrap" style="max-width:1216.8px;margin-left: calc(-4% / 2 );margin-right: calc(-4% / 2 );"><div class="fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-8 fusion_builder_column_1_1 1_1 fusion-flex-column" style="--awb-bg-size:cover;--awb-width-large:100%;--awb-margin-top-large:0px;--awb-spacing-right-large:1.92%;--awb-margin-bottom-large:0px;--awb-spacing-left-large:1.92%;--awb-width-medium:100%;--awb-spacing-right-medium:1.92%;--awb-spacing-left-medium:1.92%;--awb-width-small:100%;--awb-spacing-right-small:1.92%;--awb-spacing-left-small:1.92%;"><div class="fusion-column-wrapper fusion-flex-justify-content-flex-start fusion-content-layout-column"><div class="fusion-text fusion-text-9"></p>
<p class="wp-block-paragraph">La<a href="https://www.salute.gov.it/portale/dispositiviMedici/dettaglioContenutiDispositiviMedici.jsp?lingua=italiano&amp;id=4025&amp;area=dispositivi-medici&amp;menu=tipologiedm"> r</a><a href="https://www.arsbiomedica.it/diagnostica-per-immagini/la-risonanza-magnetica-3-tesla-e-arrivata-allars-biomedica/">isonanza magnetica</a> è una metodica diagnostica non invasiva che utilizza campi magnetici e onde radio per creare immagini dettagliate degli organi interni, dei tessuti molli e delle strutture anatomiche del corpo umano. </p>
</p>
<p class="wp-block-paragraph">Approfondiamo l’argomento con il Dott. Vallati, <a href="https://www.arsbiomedica.it/specialita-mediche/diagnostica-per-immagini/">medico radiologo</a> dell’ArsBioMedica.</p>
</p>
<h2 class="wp-block-heading">Che cos&#8217;è la Risonanza Magnetica?</h2>
<p>La <a href="https://www.arsbiomedica.it/risonanza-magnetica-3-tesla-roma/">Risonanza Magnetica</a> rappresenta un metodo diagnostico basato sull&#8217;applicazione di un campo magnetico e l&#8217;emissione di onde di radiofrequenza da un&#8217;apposita macchina, per l&#8217;esame e lo studio di una specifica parte del corpo.</p>
<p>Uno dei principali benefici di questa tecnica rispetto ad altre metodologie radiologiche più tradizionali, come i raggi X e la <a href="https://www.arsbiomedica.it/la-nuova-tc-revolution-maxima/">Tomografia Computerizzata (TAC)</a>, è la sua sicurezza per il paziente.</p>
<p>Nonostante non faccia uso di radiazioni ionizzanti, la RM consente di ottenere immagini di alta qualità e tridimensionali, che risultano estremamente utili nella diagnosi di una vasta gamma di patologie. Questi fattori hanno portato sempre più medici a considerare la RM come una priorità nel processo diagnostico e a prescrivere esami di RM, che possono anche includere l&#8217;uso di un mezzo di contrasto, per valutare meglio i pazienti in specifici percorsi clinici diagnostici.</p>
<h2><strong>A cosa serve la risonanza magnetica?</strong></h2>
<p>La tecnologia di risonanza magnetica offre immagini tridimensionali nitide e dettagliate dei tessuti molli, come nervi, muscoli, legamenti, grasso e vasi sanguigni, così come dei tessuti duri, quali ossa e cartilagini. Questo la rende un test di fondamentale importanza in molte discipline mediche, tra cui traumatologia, oncologia, ortopedia, gastroenterologia, cardiologia e altre. grazie alla sua ampia versatilità, permette ai medici di valutare una vasta gamma di aspetti legati alla salute del paziente, producendo immagini dettagliate e chiare dei tessuti molli e duri.</p>
<p>A volte, durante una risonanza magnetica, può essere necessario utilizzare un mezzo di contrasto, noto come risonanza magnetica con mezzo di contrasto. Questa situazione si verifica quando è necessario acquisire immagini più dettagliate dei vasi sanguigni e degli organi interni.</p>
<p>In pratica, l&#8217;impiego della risonanza magnetica con mezzo di contrasto si dimostra prezioso per l&#8217;analisi della circolazione del sangue e la visualizzazione delle strutture vascolari in organi e tessuti, oltre che per individuare eventuali patologie infiammatorie</p>
<h2><strong>Come si svolge l’esame?</strong></h2>
<p>Il paziente che deve sottoporsi a una risonanza magnetica indossa un camice fornito dal personale medico. Successivamente, viene invitato a sdraiarsi su un lettino scorrevole che verrà inserito all&#8217;interno di un cilindro cavo aperto da entrambe le estremità. Questo cilindro è costituito da un potente magnete all&#8217;interno, e durante l&#8217;esame vengono inviati fasci di onde radio attraverso la zona da esaminare.</p>
<p>Durante l&#8217;esame, al paziente viene chiesto di rimanere immobile e rilassato per tutta la durata della procedura, mentre il lettino scorre avanti e indietro per consentire una completa analisi della parte del corpo oggetto dell&#8217;esame.</p>
<p>Il segnale generato viene elaborato da un computer che visualizza un&#8217;immagine sull&#8217;apposito schermo, e questa immagine può essere ulteriormente elaborata e registrata su pellicole radiografiche se necessario per la documentazione medica.</p>
<h2><strong>Ci sono controindicazioni?</strong></h2>
<p>La risonanza magnetica è un procedimento diagnostico sicuro, ma non può essere condotta su pazienti che hanno impianti cardiaci o vascolari metallici, frammenti di metallo mobili o che soffrono di claustrofobia.</p>
<p>Per i pazienti con impianti fissi come protesi dell&#8217;anca o del ginocchio, o con chiodi e viti per fratture, o con protesi ortodontiche, la possibilità di effettuare l&#8217;esame dipende dalla parte del corpo da esaminare, che deve essere situata a una distanza sufficiente dalle protesi che potrebbero interferire con le immagini, e dai materiali utilizzati per tali protesi.</p>
<p>Nel caso delle donne in gravidanza, l&#8217;esame è sconsigliato durante i primi tre mesi e dovrebbe essere eseguito solo su raccomandazione di uno specialista, ad esempio per valutare fratture pelviche in situazioni in cui la radiografia è controindicata.</p>
<h2><strong>Durata della risonanza magnetica</strong></h2>
<p>La durata di una risonanza magnetica chiusa può variare in base alla parte del corpo che viene esaminata. Alcuni tipi di risonanza magnetica possono durare 15 minuti, mentre altri potrebbero richiedere 30 minuti o persino 90 minuti, a seconda della complessità dell&#8217;area da esaminare e del tipo di immagini necessarie per la diagnosi. La scelta della durata dipenderà dalle necessità cliniche del paziente e dalle indicazioni del medico.</p>
<h2><strong>Risonanza magnetica in ArsBiomedica: tecnologia di ultima generazione e massimo comfort per il paziente</strong></h2>
<p>Nel campo dell&#8217;imaging diagnostico, la risonanza magnetica a nostra disposizione rappresenta il massimo livello di tecnologia tra le macchine ad alto campo magnetico. È progettata per offrire prestazioni di alto livello e al contempo garantire un elevato comfort al paziente.</p>
<p>La <a href="https://www.arsbiomedica.it/la-nuova-tc-revolution-maxima/">Risonanza Magnetica</a> in  ArsBioMedica è dotata di un campo magnetico da 3 tesla, il che le consente di combinare capacità diagnostiche all&#8217;avanguardia con spazio e comfort ai massimi livelli. Le scansioni sono veloci, gli esami rapidi e la qualità delle immagini è di alta risoluzione. I risultati sono disponibili immediatamente.</p>
<p>Le prestazioni elevate e l&#8217;uso dell&#8217;intelligenza artificiale assicurano un&#8217;immagine ad alta definizione in tempi brevi durante l&#8217;esame, offrendo un maggiore comfort grazie a bobine leggere, un tunnel più spazioso e un rumore ridotto.</p>
<p>Inoltre, l&#8217;apparecchio sfrutta la tecnologia dell&#8217;intelligenza artificiale per migliorare ulteriormente la qualità delle immagini. Un algoritmo basato su una rete neurale è stato sviluppato per eliminare la granulosità e gli artefatti dalle immagini, migliorando la capacità di visualizzare dettagli anche molto piccoli e riducendo i tempi dell&#8217;esame. Questo permette una visualizzazione migliore delle strutture anatomiche, una diagnosi più accurata e un&#8217;esperienza più confortevole per il paziente.</p>
<p>Il Dott. Vallati sottolinea che questa apparecchiatura all&#8217;avanguardia rappresenta un esempio del contributo fondamentale che la scienza e la tecnologia possono fornire per la diagnosi e l&#8217;assistenza ai pazienti.</p></p>
</div></div></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://www.arsbiomedica.it/risonanza-magnetica-3-tesla-in-arsbiomedica-cosa-sapere/">Risonanza magnetica 3 tesla in ArsBioMedica: cosa sapere</a> proviene da <a href="https://www.arsbiomedica.it">Ars Biomedica</a>.</p>
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		<item>
		<title>L&#8217;intervento in laparascopia per il tumore del colon-retto</title>
		<link>https://www.arsbiomedica.it/tintervento-in-laparascopia-per-il-tumore-colon-retto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Jun 2023 08:29:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ars News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I tumori del colon e del retto rappresentano la terza forma di neoplasia più comune tra gli uomini e la seconda tra le donne. Questo tipo di cancro si sviluppa a causa della crescita eccessiva e incontrollata delle cellule che costituiscono la mucosa che riveste l'ultima porzione dell'intestino. Come avviene l’intervento in laparoscopia? Approfondiamo</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div><img width="300" height="169" src="https://www.arsbiomedica.it/wp-content/uploads/2023/08/interventolaproscopia_sibio-300x169.png" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.arsbiomedica.it/wp-content/uploads/2023/08/interventolaproscopia_sibio-200x113.png 200w, https://www.arsbiomedica.it/wp-content/uploads/2023/08/interventolaproscopia_sibio-300x169.png 300w, https://www.arsbiomedica.it/wp-content/uploads/2023/08/interventolaproscopia_sibio-400x225.png 400w, https://www.arsbiomedica.it/wp-content/uploads/2023/08/interventolaproscopia_sibio-600x338.png 600w, https://www.arsbiomedica.it/wp-content/uploads/2023/08/interventolaproscopia_sibio-768x432.png 768w, https://www.arsbiomedica.it/wp-content/uploads/2023/08/interventolaproscopia_sibio-800x450.png 800w, https://www.arsbiomedica.it/wp-content/uploads/2023/08/interventolaproscopia_sibio-1024x576.png 1024w, https://www.arsbiomedica.it/wp-content/uploads/2023/08/interventolaproscopia_sibio.png 1200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div><p><div class="fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-10 fusion-flex-container nonhundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling" style="--awb-border-radius-top-left:0px;--awb-border-radius-top-right:0px;--awb-border-radius-bottom-right:0px;--awb-border-radius-bottom-left:0px;--awb-flex-wrap:wrap;" ><div class="fusion-builder-row fusion-row fusion-flex-align-items-flex-start fusion-flex-content-wrap" style="max-width:1216.8px;margin-left: calc(-4% / 2 );margin-right: calc(-4% / 2 );"><div class="fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-9 fusion_builder_column_1_1 1_1 fusion-flex-column" style="--awb-bg-size:cover;--awb-width-large:100%;--awb-margin-top-large:0px;--awb-spacing-right-large:1.92%;--awb-margin-bottom-large:0px;--awb-spacing-left-large:1.92%;--awb-width-medium:100%;--awb-spacing-right-medium:1.92%;--awb-spacing-left-medium:1.92%;--awb-width-small:100%;--awb-spacing-right-small:1.92%;--awb-spacing-left-small:1.92%;"><div class="fusion-column-wrapper fusion-flex-justify-content-flex-start fusion-content-layout-column"><div class="fusion-text fusion-text-10"><p>I tumori del colon e del retto rappresentano la terza forma di neoplasia più comune tra gli uomini e la seconda tra le donne.</p>
<p>Questo tipo di cancro si sviluppa a causa della crescita eccessiva e incontrollata delle cellule che costituiscono la mucosa che riveste l&#8217;ultima porzione dell&#8217;intestino.</p>
<p>Come avviene l’intervento in laparoscopia? Approfondiamo l’argomento con il Dott. Sibio, chirurgo della Clinica <a href="https://www.arsbiomedica.it/">ArsBioMedica.</a></p>
<h2>Tumore al colon-retto: di cosa si tratta</h2>
<p>Il cancro del colon-retto è una forma di tumore che si sviluppa nei tessuti del colon, che costituisce la parte finale dell&#8217;intestino, o nel retto, che è la parte terminale dell&#8217;intestino crasso.</p>
<p>Il colon ha principalmente la funzione di agevolare il passaggio delle feci e di assorbire la maggior parte dell&#8217;acqua presente nelle feci. Anatomicamente, è suddiviso in quattro parti collegate tra loro: il colon ascendente a destra, il colon trasverso al centro, il colon discendente e il sigma a sinistra. Il tipo più comune di tumore maligno che si sviluppa nel colon è l&#8217;adenocarcinoma, il quale può insorgere in ciascuna delle quattro parti.</p>
<p>Il retto è un organo cavo situato nella pelvi, che collega il sigma (l&#8217;ultima parte del colon) all&#8217;ano. Il principale tipo di tumore maligno che colpisce il retto è anch&#8217;esso l&#8217;adenocarcinoma.</p>
<h2><strong>Quali sono i sintomi?</strong></h2>
<p>Nella maggior parte dei casi, il tumore è privo di sintomi evidenti o presenta sintomi che non sono specifici per il cancro. Tuttavia, a seconda della posizione in cui inizia, può presentare segni diversi con tempi di insorgenza variabili.</p>
<p>I tumori nel colon sinistro tendono ad essere riconosciuti più precocemente poiché possono causare la presenza di sangue nelle feci, talvolta accompagnato da diarrea o costipazione. D&#8217;altra parte, i tumori nel colon destro possono avere sintomi più insidiosi, come affaticamento, malessere, perdita di peso rapida e anemia senza cause apparenti. In ogni caso, una caratteristica comune di questi tumori è la loro propensione a sanguinare, quindi è importante prestare attenzione alla presenza di sangue nelle feci come segnale d&#8217;allarme.È di fondamentale importanza avviare il trattamento il prima possibile dopo una diagnosi di tumore colorettale al fine di massimizzarne l&#8217;efficacia.</p>
<h2><strong>Trattamento del tumore colon-rettale</strong></h2>
<p>È di fondamentale importanza avviare il trattamento il prima possibile dopo una diagnosi di tumore colorettale al fine di massimizzarne l&#8217;efficacia. La terapia del tumore al colon è altamente influenzata da diversi fattori, con il più importante e determinante che è lo stadio della neoplasia maligna, la posizione della massa tumorale e lo stato di salute generale del paziente (età, presenza di altre patologie, interventi chirurgici precedenti, ecc.).</p>
<p>Attualmente, le opzioni terapeutiche disponibili per i pazienti affetti da cancro al colon sono la terapia chirurgica, la chemioterapia e la radioterapia.</p>
<h2><strong>L’intervento chirurgico in laparoscopia</strong></h2>
<p>Negli ultimi decenni, l&#8217;uso della chirurgia laparoscopica ha gradualmente sostituito l&#8217;approccio convenzionale. Questa tecnica consente di eseguire lo stesso intervento attraverso piccole incisioni, dopo aver insufflato gas nell&#8217;addome, in cui vengono inseriti una telecamera e gli strumenti chirurgici necessari per l&#8217;operazione.</p>
<p>Sebbene richieda una formazione adeguata da parte del chirurgo, i vantaggi per i pazienti sono significativi: i dati scientifici, così come l&#8217;esperienza clinica, hanno dimostrato una chiara riduzione sia del periodo di ricovero sia delle complicazioni postoperatorie, mantenendo al contempo gli stessi risultati oncologici.</p>
<p>Attualmente, la tecnica laparoscopica è l&#8217;approccio preferito, ma la decisione finale dovrebbe sempre essere presa in collaborazione con il team di anestesisti, poiché alcune condizioni cardiache rappresentano una controindicazione assoluta per questa procedura.</p>
<p>Se non si verificano complicazioni, il paziente può aspettarsi di essere dimesso in media entro 5 giorni dall&#8217;intervento. Successivamente, sarà programmato un appuntamento ambulatoriale di follow-up dopo circa una settimana, seguito da un altro dopo un mese.</p>
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