
Articolo del 12/01/2026
L’aneurisma cerebrale è una dilatazione patologica di un’arteria del cervello, che può rompersi causando emorragie.
Le dimensioni dell’aneurisma possono variare da pochi millimetri (in genere 3-10 mm) . a lesioni definite “giganti”, di diametro maggiore di 2,5 cm. L’aneurisma cerebrale può interessare qualunque arteria cerebrale anche se con frequenza e sintomatologia differenti.
Che cos’è? Qual è il trattamento?
Ne parliamo con la Prof.ssa Ada Francia medico neurologo della clinica
Solo una minima percentuale va incontro a rottura: in genere, l’incidenza di rottura raggiunge il suo massimo intorno ai 50 e 60 anni, mentre è bassa nell’infanzia, età in cui l’aneurisma si associa in molti casi a infiammazione o malformazioni arterovenose.
Le dimensioni dell’aneurisma sono direttamente correlate al rischio di rottura. Un aneurisma cerebrale minore di 6-7 mm ha un rischio di emorragia intorno allo 0% (che aumenta a 2,5% nel caso siano situati nel circolo posteriore cerebrale); se è invece superiore a 7 mm, il rischio di rottura aumenta in relazione alle dimensioni. Pertanto, aneurismi con diametro superiore ai 7 mm vanno trattati in modo tempestivo.
In caso di dimensione dai 5 ai 7 mm risulta necessaria un’attenta valutazione da parte dello specialista Neurochirurgo, che deve valutare altri fattori di rischio di rottura: età del paziente, morfologia dell’aneurisma, posizione dell’aneurisma, presenza di aneurismi multipli, modificazioni dell’aneurisma in controlli radiologici a distanza, volontà del paziente.
Gli aneurismi cerebrali possono associarsi a fattori di rischio congeniti (presenti dalla nascita), come ad esempio:
- Coartazione aortica: malattia congenita caratterizzata da un restringimento dell’aorta, la principale arteria del corpo, che limita il flusso sanguigno.
- Collagenopatie: malattie legate ad anomalie genetiche o strutturali del collagene, la proteina che fornisce struttura e resistenza ai tessuti connettivi.
- Displasia fibromuscolare: malattia vascolare che causa un ispessimento anomalo delle pareti delle arterie, portando a stenosi (restringimento), dilatazioni (aneurismi) o dissezioni (lacerazioni)
Ci sono poi fattori di rischio acquisiti, come ad esempio le infezioni micotiche e le infezioni batteriche. Altri co-fattori dello sviluppo di aneurismi cerebrali sono ipertensione arteriosa, fumo di sigaretta e abuso di alcol o stupefacenti, familiarità, età adulta (superiore ai 50 anni)
La pressione arteriosa sembra rivestire un ruolo chiave nel rischio di emorragia da rottura di aneurisma, uno sforzo fisico che comporta un aumento della pressione arteriosa, come tosse, coito o defecazione può essere responsabile dell’evento emorraico. Va comunque ricordato che talora gli aneurismi possono andare incontro a rottura anche a riposo o durante il sonno.
Nella maggior parte dei casi l’aneurisma cerebrale non rotto rimane silente tutta la vita e può venire individuato in caso di esami neuroradiologici eseguiti per altri disturbi. Raramente aumenta progressivamente di dimensioni fino a dare sintomi da “effetto massa”, provocando la compressione delle strutture limitrofe. In questi casi i principali sintomi sono:
- Cefalea;
- Disturbi della motilità oculare (causati dalla compressione di nervi cranici);
- Crisi epilettiche;
- Deficit o dolore trigeminale (dolore facciale percepito come delle scosse elettriche);
- Vertigini;
- Ictus.
Qual è il trattamento dell’aneurisma cerebrale non rotto?
In presenza di aneurisma cerebrale non rotto, neurochirurgo, neurologo e neuroradiologo interventista valutano con un approccio multidisciplinare se sia necessario intervenire con un trattamento oppure mantenere il soggetto in osservazione clinica e radiologica.
L’indicazione al trattamento dipende da vari fattori, tra cui la sede dell’aneurisma, l’età del soggetto, lo stato neurologico di presentazione, le dimensioni dell’aneurisma, la morfologia, le sue variazioni volumetriche ai controlli radiologici e i fattori di rischio.
Il trattamento dipende dalla dimensione, localizzazione e rischio di rottura dell’aneurisma,. Qualora l’aneurisma venga ritenuto gestibile, si procede con:
- Osservazione clinica e monitoraggio periodico per aneurismi piccoli (<7 mm) e a basso rischio.
- Modifiche dello stile di vita (controllo della pressione arteriosa, cessazione del fumo).
- Trattamento profilattico in pazienti a rischio elevato (familiarità, aneurismi sintomatici).
In casi di aneurisma di grandi dimensioni o pericoloso, il trattamento può prevedere:
- Clip chirurgico: occlusione dell’aneurisma con una clip metallica, effettuata tramite craniotomia.
- Embolizzazione endovascolare: riempimento dell’aneurisma con spirali metalliche (coiling) o stent. Si tratta di un metodo meno invasivo e adatto a molteplici casistiche.
- Bypass intra-extracranico: riservato al trattamento di aneurismi complessi.
Esiste una vera prevenzione per l’aneurisma celebrale?
Non esiste una vera prevenzione per la formazione degli aneurismi, esiste sicuramente la possibilità di ridurre significativamente la loro rottura adottando alcuni comportamenti e controlli clinici mirati.
- Controllare la pressione arteriosa
L’ipertensione è uno dei principali fattori di rischio. Tenere la pressione sotto controllo, seguendo le indicazioni del medico, è fondamentale per proteggere i vasi sanguigni.
- Smettere di fumare
Il fumo indebolisce le pareti dei vasi e aumenta il rischio di rottura di un aneurisma. Smettere di fumare è una delle scelte più importanti per la salute del cervello e del cuore.
- Stile di vita sano
Un’alimentazione equilibrata, attività fisica regolare e la riduzione del consumo di alcol aiutano a mantenere i vasi sanguigni in buona salute.
- Attenzione alla familiarità
Chi ha casi di aneurisma in famiglia dovrebbe parlarne con il medico. In alcuni casi, lo specialista può consigliare esami di controllo specifici, come risonanza magnetica o angio-RM.
L’importanza della diagnosi precoce
Individuare un aneurisma prima che si rompa può fare una grande differenza. Oggi esistono tecniche diagnostiche avanzate e trattamenti efficaci che permettono, quando necessario, di intervenire in modo sicuro e mirato.
La neurologia oggi dispone di mezzi sempre più efficaci: la prevenzione e la diagnosi precoce restano le armi migliori per proteggere il cervello e la qualità della vita.
Per questo è importante non ignorare sintomi sospetti, come:
- mal di testa improvviso e molto intenso
- disturbi della vista
- nausea, vomito
- perdita di coscienza
In presenza di questi segnali è fondamentale rivolgersi subito al pronto soccorso.
La prevenzione degli aneurismi passa soprattutto dalla cura quotidiana della propria salute e dall’ascolto del proprio corpo.
Informarsi, adottare uno stile di vita sano e affidarsi a controlli specialistici quando indicato sono strumenti concreti per ridurre i rischi.



