Terapia conservativa ginocchio

Articolo del 16/01/2026

La stagione invernale e gli sport infernali aprono la finestra a potenziali infortuni. In particolare il ginocchio è particolarmente interessato. Di quali infortuni si tratta? Quando è possibile eseguire la terapia conservativa al ginocchio? È sempre necessario l’intervento chirurgico?

Ne parliamo con il professor Simone Cerciello, ortopedico specializzato in chirurgia artroscopica della spalla e del ginocchio e chirurgia protesica del ginocchio, della spalla e dell’anca.

Quali  sono gli infortuni del ginocchio più frequenti?

Gli infortuni più frequenti, quando si tratta di traumi sportivi sulla neve, sono le lesioni capsule legamentose. Nella fattispecie soprattutto il crociato anteriore, mentre il crociato posteriore è un pochino più raro e molto più resistente e le lesioni meniscali. Più rare durante la pratica sportiva sono le fratture intraarticolari.

Quanto è rilevante la dinamica dell’infortunio?

Il meccanismo del trauma ci dice moltissimo. Un trauma distorsivo associato a un dolore improvviso, a un’impotenza funzionale, a un versamento articolare, ci spingono a pensare a una lesione legamentosa.

Una sensazione di dolore senza traumi distorsivi probabilmente è un pochino più indicativa per una lesione meniscale, in realtà è comunque poi l’evoluzione che guida il paziente. Un trauma di minore entità, normalmente è trattabile con:

  • riposo di qualche giorno;
  • crioterapia;
  • antinfiammatori per bocca.

Questo di solito permettono di risolvere il problema.

È possibile un trattamento conservativo al ginocchio se il dolore non passa?

Quando il dolore persiste, l’impotenza funzionale persiste, un versamento articolare persiste, allora è indicato il consulto con un ortopedico. Per quanto riguarda le lesioni meniscali il trattamento è comunque conservativo, a specie se il nostro paziente non è un giovane superattivo, cioè le lesioni meniscali sono molto frequenti anche nei pazienti sopra i 40 anni, soprattutto in questa corte di pazienti è indicato un trattamento inizialmente conservativo. Quindi può essere affrontato con della fisioterapia, riposo, antinfiammatori.

La chirurgia viene indicata solamente nei pazienti nei quali persistono i sintomi, persiste la limitazione funzionale a dispetto della fisioterapia eseguita.

Un discorso leggermente diverso sono le lesioni dei collaterali. Qui va fatta una distensione tra un collaterale mediale che può essere trattato conservativamente, specie se isolato, e lesioni del compartimento esterno, quindi del collaterale esterno e delle strutture legamentose esterne. In quest’ultimo caso il trattamento conservativo ha dei risultati un pochino meno efficaci rispetto a quelle del collaterale interno.

Quando invece si procede con l’intervento chirurgico del ginocchio?

La chirurgia viene preferita in caso di lesione del crociato anteriore. Può essere indicato dopo un trattamento conservativo del ginocchio limitato nel tempo per far sfiammare e riassorbire un eventuale versamento articolare.

Inoltre può aiutare anche a far guarire una frattura intraspongiosa della tibia, cosa che è veramente molto frequente in caso di lesioni del crociato anteriore a seguito di traumi distorsivi. Allora ci troviamo a trattare il nostro crociato anteriore rotto con la chirurgia in una situazione ottimale.

Per quanto riguarda invece le lesioni meniscali, il trattamento conservativo del ginocchio è sempre la prima frontiera, perché comunque c’è una percentuale di pazienti che rispondono al trattamento conservativo e nei quali l’intervento non è strettamente indicato.

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