
Articolo del 03/07/2026
Oggigiorno i pazienti sono sempre più giovani e sempre più attirati da un ritorno a una vita funzionale. Il miglioramento degli strumentari, degli impianti protesici e della gestione del malato, hanno permesso di andare incontro a queste nuove esigenze dei pazienti.
In che modo l’artroscopia del ginocchio influisce sul recupero e sulla salute delle articolazioni?
Ne parliamo con il Professor Simone Cerciello, ortopedico della Clinica e specialista in chirurgia protesica del ginocchio, della spalla e dell’anca e in chirurgia artroscopica di ginocchio e spalla.
Artroscopia del ginocchio: quali sono i tempi di recupero?
Oggigiorno l’intervento è molto più veloce, molto meno pesante per il paziente, con delle esigenze molto più rapide e un recupero molto più veloce. Difatti a circa un mese dall’intervento si riprende una vita normale, tra i tre e i sei mesi si riprende un’attività fisica moderata.
L’artroscopia del ginocchio può evitare l’intervento di protesi?
In un certo senso sì. I traumi che coinvolgono il ginocchio spesso interessano i menischi e i crociati. Il trattamento di queste due patologie può prevenire l’usura della cartilagine che poi alla fine porta all’artrosi. L’artroscopia è uno strumento utile nel trattare la lesione del menisco o del legamento. Quindi in un certo senso trattare una lesione iniziale di un menisco di una cartilagine allontana il rischio di dover ricorrere poi a una protesi.
In che modo l’artroscopia del ginocchio aiuta a prevenire l’artrosi?
L’artrosi è una malattia degenerativa e può essere sia primaria, quindi senza una causa iniziale o secondaria. Per quanto riguarda il ginocchio è stato chiaramente dimostrato come lesioni meniscali, lesioni legamentose e/o di fratture articolari possono alla lunga portare all’usura della cartilagine e quindi l’artrosi. L’artroscopia ci permette di trattare tutte queste patologie e quindi di prevenire il rischio o comunque ridurre il rischio di un’artrosi secondaria.
Prevenzione per il ginocchio: si può fare?
Due aspetti su cui ognuno di noi può lavorare sono:
- l’attività fisica moderata, quindi con un controllo della funzione muscolare e della propriocezione. Un buon trofismo muscolare protegge l’articolazione in quanto la fa funzionare in una maniera fisiologica e quindi allontana il rischio di un’usura secondaria della cartilagine.
- il controllo del peso, in quanto il sovrappeso è un fattore di rischio per lo sviluppo di un’usura cartilagine.
La visita ortopedica permette di valutare lo stato di salute delle articolazioni per prevenire e curare problematiche che nel tempo possono peggiorare e richiedere l’intervento chirurgico.



