
Articolo del 02/10/2026
Quel fastidioso rigonfiamento della parete addominale che non dovresti ignorare, potrebbe essere un’ernia.
Noti un piccolo rigonfiamento nella zona dell’addome o dell’inguine che si accentua quando tossisci, fai uno sforzo o stai in piedi a lungo?
Cerchiamo prima di capire prima di tutto cosa è un’ernia.
Ne parliamo con il Dr. Luca Gordini, chirurgo generale esperto di chirurgia della parete addominale della clinica Arsbiomedica e socio della European Hernia Society, società di riferimento per i chirurghi di tutto il mondo per il trattamento delle patologie erniarie dove fa parte della commissione qualità.
Un’ernia è la fuoriuscita di un viscere (o parte di esso) o di un tessuto dalla propria sede naturale dove è contenuto attraverso un’area di debolezza della parete addominale sia esso attraverso un canale come succede per le ernie inguinali cosiddette indirette o più precisamente oblique esterne che fuoriescono attraverso il canale inguinale o attraverso un difetto della linea alba come accade invece per le ernie epigastriche.
Non si tratta di una patologia da trascurare: con il passare del tempo tende progressivamente ad aumentare di volume e a sviluppare dei sintomi come dolore, senso di peso e discomfort. Nei casi più gravi possono verificarsi complicanze severe come lo strozzamento erniario che possono richiedere un intervento chirurgico urgente.
Proprio per questo è fondamentale eseguire una visita chirurgica, per valutare insieme allo specialista lo stato dell’ernia e decidere se sia necessario intervenire o se invece sia ancora possibile monitorarla nel tempo prestando le opportune attenzioni.
Tutte le ernie addominali sono da operare?
Prima di tutto è importante chiarire ai pazienti che le ernie non possono guarire da sole. L’ernia è un problema meccanico, un difetto (un vero e proprio buco della parete addominale) che innesca una serie di alterazioni che interferiscono con la funzionalità della parete addominale. Per questo motivo non esistono trattamenti conservativi e la chirurgia (con i vari approcci open e mininvasivi laparoscopici e robotici) rappresenta l’unica soluzione riparativa.
Esistono diversi tipi di ernie, a seconda della sede in cui compare, possiamo parlare di:
- Ernia inguinale: rappresenta l’ernia più diffusa, insorge nella regione inguinale al di sopra del legamento inguinale e colpisce più frequentemente gli uomini.
- Ernia crurale: insorge attraverso il canale femorale, al di sotto del legamento inguinale, e colpisce più frequentemente le donne
- Ernia ombelicale: la seconda tipologia di ernia più frequente che insorge nella regione ombelicale
- Ernia epigastrica: queste sono le ernie della linea alba e insorgono in sede mediana nella porzione superiore dell’addome, al di sopra quindi dell’ombelico
- Laparocele: un’ernia che fuoriesce in corrispondenza di una pregressa cicatrice chirurgica
Queste sono le ernie che si incontrano più comunemente. Accanto a queste abbiamo poi le ernie rare come le ernie di Spigelio, le ernie otturatorie, le flank hernia e le ernie lombari.
Ma come si manifestano le ernie?
Tipicamente il paziente si accorge di avere una tumefazione cioè un rigonfiamento che si rende più evidente aumentando di dimensioni quando aumenta la pressione addominale (si sta in piedi, si tossisce o si solleva un peso), spesso accompagnato da un senso di peso o da un fastidio sordo, talvolta con dolore che aumenta sotto gli sforzi fisici.
Nel mondo vengono eseguiti ogni anno oltre 20 milioni di interventi chirurgici di riparazione di ernie inguinali e ventrali.
Attualmente sono disponibili un’ampia variabilità di tecniche e di approcci, potendo riparare le ernie non più solo per via tradizionale “a cielo aperto” (cioè con il cosiddetto “taglio”) ma anche con approcci mininvasivi, che possono essere laparoscopici o robotici, consentendo al paziente non solo di avere un recupero precoce ma anche un impatto minore sulla parete addominale e una migliore resa estetica.
Proprio per questa ampia variabilità, il chirurgo della parete addominale deve essere in grado di ritagliare la giusta tecnica e il giusto approccio su misura di quelle che sono le caratteristiche del paziente e dell’ernia.
Tuttavia, proprio perché spesso i pazienti riescono a convivere con questi sintomi, si ha la tendenza a rimandare la visita specialistica, aumentando il rischio che l’intervento debba essere eseguito in urgenza, quando non è più possibile aspettare e che può verificarsi fino a oltre il 7% dei pazienti.
Parliamo dell’intervento. Quali sono i tempi di recupero?
Questo dipende in gran parte dal tipo di intervento che viene eseguito. Come abbiamo accennato prima, la chirurgia della parete addominale ha fatto enormi passi avanti in particolare negli ultimi 10 anni.
La gran parte degli interventi di riparazione di un’ernia addominale può essere eseguita con tecniche mininvasive consentendo tempi di recupero ridotti e una ripresa precoce delle attività quotidiane. Occorre però seguire le indicazioni del chirurgo e astenersi dagli sforzi fisici per un periodo di tempo adeguato a consentire una ottimale riparazione dei tessuti e una corretta integrazione della protesi (qualora sia stato necessario impiantarla).
In linea di massima, se non ci sono particolari controindicazioni, i pazienti possono riprendere a camminare fin da subito (anzi questo è proprio necessario per una riabilitazione precoce), guidare la macchina già dopo 3-4 giorni, iniziare una corsa leggera dopo circa 20 giorni.
L’obiettivo dell’intervento rimane quello di restituire al paziente una vita attiva analoga a quella che conduceva prima di avere l’ernia.
Dalla vita di tutti i giorni alla decisione dell’intervento: quando operare?
Soltanto in seguito a una visita specialistica con un chirurgo esperto di chirurgia della parete addominale, è possibile inquadrare correttamente il caso e definire tempi e modi del trattamento dell’ernia addominale.
Il Dr. Gordini e la Clinica Arsbiomedica, garantiscono la “presa in carico totale” del paziente, accompagnandolo nella scelta del percorso migliore: dalla diagnosi di precisione con diagnostica avanzata all’intervento chirurgico con tecniche mininvasive moderne, fino alla pre-abilitazione e alla riabilitazione post-operatoria personalizzata. La tecnologia all’avanguardia delle nostre sale operatorie si unisce all’attenzione e al valore umano dell’équipe.



