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Articolo del 18/09/2026

Quanto incide lo stile di vita sull’infertilità?

L’infertilità maschile è una problematica sempre più diffusa che colpisce una percentuale crescente di uomini e coppie. Nonostante l’impatto clinico e sociale, la salute riproduttiva maschile rimane spesso un argomento trascurato: la maggior parte degli uomini si rivolge a uno specialista solo in età adulta, quando emergono difficoltà concrete nel concepire un figlio, ignorando l’importanza della prevenzione andrologica fin dall’adolescenza.

Ne parliamo con il Dott. Francesco Barrese, specialista in Urologia presso la Clinica Arsbiomedica di Roma, spiega quali sono i principali fattori di rischio legati agli stili di vita e perché la prevenzione dell’infertilità maschile debba iniziare in giovane età.

Stili di Vita e Infertilità Maschile: Quali Sono i Fattori di Rischio?

Fumo di sigaretta, stress cronico, l’abitudine di tenere lo smartphone nelle tasche anteriori dei pantaloni e la sedentarietà prolungata sono fattori ampiamente riconosciuti come dannosi per la salute riproduttiva.

Come sottolinea il Dott Barrese:

«Tutti questi fattori sono sicuramente elementi scatenanti che possono incidere negativamente sulla qualità dello sperma e sulla fertilità, in particolare nei soggetti più giovani. Tuttavia, l’aspetto più critico è un altro: gli uomini non fanno prevenzione, e non la fanno soprattutto durante l’adolescenza.»

A differenza delle donne, che fin dai primi anni dello sviluppo eseguono controlli ginecologici periodici, gli uomini consultano l’urologo o l’andrologo soltanto in presenza di un problema evidente. L’adolescenza rappresenta invece la fase chiave per individuare tempestivamente quelle patologie che, se trascurate, rischiano di diventare una causa diretta di infertilità maschile in età adulta.

Quando Iniziare la Prevenzione dell’Infertilità Maschile?

I controlli andrologici dovrebbero iniziare durante l’adolescenza, in coincidenza con lo sviluppo puberale. Oggi l’età media in cui si cerca il primo figlio si è spostata in avanti (spesso intorno o oltre i 40 anni), ed è evidente come intervenire a 40 anni per correggere problemi insorti o trascurati a 15-18 anni risulti estremamente difficile.

L’esempio più emblematico è il varicocele, una dilatazione delle vene testicolari che si manifesta tipicamente proprio durante la fase adolescenziale.

Diagnosticarlo precocemente consente di impostare un percorso di tutela della fertilità ben definito:

  • Monitoraggio dello sviluppo: Lo specialista segue la crescita del giovane paziente per verificare che lo sviluppo dei genitali proceda in modo regolare e simmetrico.
  • Valutazione tramite Spermiogramma: Una volta completata la maturazione puberale, l’esame del liquido seminale permette di analizzare la concentrazione, la motilità e la morfologia degli spermatozoi.

Se i parametri risultano nella norma, è sufficiente un semplice monitoraggio nel tempo. Qualora si riscontrino alterazioni significative, è possibile intervenire chirurgicamente con tecniche mininvasive per correggere il varicocele e preservare la fertilità futura.

Diagnosi e Cura dell’Infertilità Maschile a Roma

Promuovere la prevenzione andrologica fin dalla giovinezza è la strada principale per proteggere la fertilità maschile. Una visita specialistica in età adolescenziale consente di identificare e risolvere anomalie vascolari e anatomiche prima che causino danni permanenti.

Presso la Clinica Arsbiomedica di Roma, l’ambulatorio di Urologia ed Andrologia mette a disposizione percorsi diagnostici completi per la salute riproduttiva maschile, inclusi l’ecocolordoppler testicolare e l’analisi dello spermiogramma.

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