
Articolo del 20/03/2026
La neurochirurgia è una branca specialistica che si occupa della diagnosi e del trattamento delle patologie del sistema nervoso e della colonna vertebrale. Disturbi molto comuni come mal di schiena, ernia del disco e fratture vertebrali, spesso percepiti come problemi distinti, sono in realtà strettamente collegati e richiedono una valutazione specialistica unitaria.
Ma quando è il momento giusto per rivolgersi a un neurochirurgo?
E quali trattamenti sono davvero efficaci per mal di schiena, ernie del disco e fratture vertebrali?
Approfondiamo l’argomento insieme al Dottor Pescatori e al Dottor Piccirilli, neurochirurghi della clinica, per capire come affrontare al meglio questi disturbi.
Affidarsi a un neurochirurgo significa intraprendere un percorso completo, capace di individuare le cause dei sintomi e definire il trattamento più adatto.
Il mal di schiena, ad esempio, è uno dei disturbi più diffusi, ma non sempre va considerato un problema banale. Quando il dolore persiste nel tempo, non migliora con le terapie tradizionali o si accompagna a sintomi come formicolii, debolezza o dolore che si irradia agli arti, può essere il segnale di una condizione più complessa. In questi casi, la valutazione neurochirurgica permette di approfondire l’origine del disturbo e impostare un percorso mirato.
Quali sono le cause più frequenti?
Il mal di schiena di sicuro è il sintomo più importante, però alla base della sintomatologia c’è ovviamente che il discorso pertinente alla erniazione del disco e alla compressione della radice che portano a componenti di sensibilità, quindi il paziente avverte il dolore associato all’eparestesia, cioè la percezione alterata della sensibilità, quindi il formicolio, l’addormentamento, la scossa elettrica, la puntura di spillo e ovviamente la componente irritativa motoria, per cui il paziente nei casi più gravi, quelli che sono molto spesso di pertinenza chirurgica, presenta un deficit di forza dei muscoli innervati da quella determinata radice che viene ad essere compressa.
Quindi la sintomatologia non è solo mal di schiena, ma purtroppo è associata anche al dolore lungo l’arto e nei casi più gravi a perdita di forza di determinati muscolari innervati da quella specifica radice.
Un altro ambito di competenza della neurochirurgia riguarda le fratture vertebrali, che possono verificarsi a seguito di traumi ma anche spontaneamente, soprattutto nei pazienti con osteoporosi. Sebbene spesso si presentino con dolore acuto, in alcuni casi possono essere poco evidenti o addirittura silenti, rendendo fondamentale una diagnosi accurata.
Le fratture vertebrali sono sempre associate al dolore o silenti?
Un paziente che ha una frattura vertebrale è un paziente molto sintomatico e sintomatologia è caratterizzata da dolore vertebrale che si accentua dalla stazione retta o seduta e ovviamente dalla digitopressione. Quindi la frattura è estremamente sintomatica vertebrale. Infatti uno dei parametri importanti per definire l’eventuale graduale guarigione dalla frattura è proprio anche la risoluzione della sintomatologia dolorosa vertebrale.
Come si trattano le fratture vertebrali?
Il trattamento delle fratture vertebrali è estremamente diversificato in funzione della tipologia di frattura vertebrale.
È un ampio spettro che va da un trattamento conservativo che prevede un ortesi, quindi un busto e anche qui esistono varie tipologie di busto in base alla tipologia di frattura il livello della frattura , sino a un intervento chirurgico che prevede la stabilizzazione, quindi il bloccaggio della colonna e nei casi più gravi la decompressione dove vi è una situazione per la quale la frattura determina una compressione delle strutture nervose
Quali sono i trattamenti più efficaci?
Il trattamento varia in base alla gravità della frattura: si può andare da terapie conservative, come riposo e utilizzo di busti, fino a procedure mininvasive come vertebroplastica e cifoplastica, riservando l’intervento chirurgico ai casi più complessi.
Cosa rende fondamentale l’approccio integrato per le patologie della colonna?
Ciò che accomuna tutte queste condizioni è la necessità di un approccio integrato e personalizzato. La neurochirurgia moderna, infatti, non coincide necessariamente con la chirurgia: nella maggior parte dei casi l’obiettivo è risolvere il problema attraverso trattamenti non invasivi, ricorrendo all’intervento solo quando realmente necessario.
Una diagnosi precoce e una presa in carico specialistica consentono di affrontare in modo efficace disturbi molto diffusi, migliorando significativamente la qualità della vita dei pazienti.
Per questo, in presenza di sintomi persistenti o dubbi, è sempre consigliabile rivolgersi a uno specialista.



