
Articolo del 06/11/2026
Negli ultimi anni la chirurgia protesica dell’anca ha vissuto una vera e propria rivoluzione. L’evoluzione dei materiali e il perfezionamento delle tecniche chirurgiche hanno trasformato radicalmente l’esperienza dei pazienti, riducendo l’impatto degli interventi e garantendo risultati duraturi nel tempo.
Come sono cambiate le tecniche per la protesi d’anca?
Ne parliamo con il Dott. Marco Villa e la Dott.ssa Veronica Giuliani, ortopedici della Clinica, esperti in Chirurgia dell’anca de del ginocchio, che ci illustrano le principali novità di questa chirurgia moderna.
Come sono cambiate le tecniche per la protesi d’anca?
Negli anni, i progressi si sono concentrati su due fronti fondamentali:
- Accessi chirurgici sempre meno invasivi: La chirurgia moderna è estremamente rispettosa dei tessuti molli (muscoli e tendini che muovono e stabilizzano l’articolazione), preservando la struttura anatomica e minimizzando i traumi.
- Materiali di nuova generazione: I nuovi materiali protesici hanno un tasso di usura notevolmente ridotto. Questo permette di applicare impianti altamente longevi, in grado di durare diversi decenni senza la costante preoccupazione di una precoce sostituzione.
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Quali pazienti si possono operare oggi?
Grazie alla longevità dei nuovi impianti e alla sicurezza dei protocolli chirurgici, il ventaglio dei pazienti candidabili si è notevolmente ampliato:
- Pazienti più giovani: In passato si tendeva a posporre l’intervento per evitare l’usura precoce della protesi. Oggi è possibile curare tempestivamente patologie come gli esiti delle displasie anche nei giovani, garantendo loro una qualità di vita e una funzionalità ottimali.
- Pazienti anziani e attivi: È aumentata la richiesta funzionale nella popolazione senior. Anche le persone più anziane, se in buone condizioni fisiche e dinamiche, possono sottoporsi all’intervento per mantenere uno stile di vita attivo e indipendente.
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Si possono operare entrambe le anche contemporaneamente?
Sì. Circa il 20% dei pazienti presenta un’artrosi bilaterale (ad entrambe le articolazioni dell’anca). Se in passato l’idea di intervenire su entrambe le anche in un unico atto operatorio era impensabile, oggi – grazie alla mininvasività e alle tecnologie moderne – l’intervento di protesi bilaterale in simultanea è diventato una procedura di routine sicura ed efficace.
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Quanto è cambiato il recupero post-operatorio?
La risposta è: moltissimo. La riduzione del trauma chirurgico si riflette direttamente sulla velocità di recupero:
- Riduzione dei tempi chirurgici e perdite ematiche minori: Questo consente di impiegare tecniche anestesiologiche meno invasive.
- Deambulazione precoce: In strutture specializzate come ArsbioMedica, i pazienti operati al mattino sono in grado di alzarsi e muovere i primi passi nei corridoi del reparto già nel pomeriggio dello stesso giorno.
- Controllo del dolore e sicurezza: Muoversi subito permette al paziente di acquisire immediatamente confidenza con la nuova articolazione in assenza di dolore, accelerando il ritorno alla vita quotidiana e riducendo al minimo il rischio di complicanze post-operatorie.
Affidarsi a strutture specializzate con équipe mediche esperte e tecnologie all’avanguardia è la chiave per affrontare l’intervento di protesi d’anca in totale sicurezza e con la garanzia di un rapido ritorno alla propria vita quotidiana.



