manometria esofagea ad alta risoluzione

Articolo del 05/06/2026

L’esofago è l’organo che quando insorgono problemi di deglutizione, di reflusso gastroesofageo non responsivo a terapia o dolori retrosternali, l’esame gold standard per capire cosa stia succedendo è la manometria esofagea.

Oggi, grazie alle più recenti tecnologie, è possibile sottoporsi alla manometria esofagea ad alta risoluzione a Roma, presso centri specializzati. Ne parliamo in questa intervista esclusiva con il Prof. Giovanni Di Nardo, medico della Clinica.

Cos’è la manometria esofagea ad alta risoluzione e a cosa serve?

Prof. Di Nardo, ci spiega esattamente in cosa consiste questo esame diagnostico avanzato?

“La manometria esofagea è un test diagnostico che misura i movimenti e le pressioni all’interno dell’esofago durante l’atto della deglutizione. Il corretto transito del cibo dipende dalla peristalsi (le contrazioni coordinate dei muscoli) e dall’azione di due valvole: lo sfintere esofageo superiore e quello inferiore.

La manometria valuta se questi meccanismi funzionano in modo sincrono e corretto. Viene eseguita introducendo un sondino nasogastrico sottile e flessibile. Questa sonda è dotata di numerosi sensori di pressione lungo tutta la sua estensione, che trasmettono i dati in tempo reale a un computer, che elabora una mappa colorata e dettagliata delle pressioni esofagee. Si tratta di una procedura del tutto sicura.”

Quando è necessario eseguire una manometria esofagea?

Quali sono i sintomi o le patologie che spingono un gastroenterologo a Roma a prescrivere questo accertamento?

“In genere, raccomando l’esecuzione della manometria esofagea ad alta risoluzione in presenza di determinati quadri clinici:

  • Disfagia: ovvero la difficoltà o il dolore nel deglutire cibi solidi o liquidi.
  • Reflusso gastroesofageo: in particolare, quando non risponde alle terapie farmacologiche tradizionali.
  • Sospetto di acalasia esofagea o di altri disturbi della motilità esofagea, sia per la diagnosi sia per il follow-up.
  • Valutazioni preoperatorie: è un esame fondamentale prima di sottoporsi a interventi di chirurgia antireflusso per garantire la riuscita dell’operazione.”

Come ci si prepara all’esame?

Ci sono regole specifiche da seguire il giorno dell’appuntamento?

“Sì, la preparazione è molto semplice ma tassativa: il paziente deve presentarsi all’esame in totale digiuno da cibi e liquidi per almeno 8 ore. Questo è fondamentale perché la presenza di residui alimentari nello stomaco non solo comprometterebbe l’efficacia diagnostica del test, rendendolo poco attendibile, ma aumenterebbe anche il rischio di nausea o vomito durante la procedura.”

La procedura: come si svolge e quanto dura?

Passiamo alla domanda che preoccupa di più chi deve sottoporsi a una manometria esofagea a Roma: l’esame fa male? Cosa deve aspettarsi il paziente?

“È una paura comune, ma ci tengo a rassicurare i pazienti: la procedura non comporta dolore. Durante l’esame, il paziente si accomoda su una poltrona in posizione seduta o sdraiata. Applichiamo un gel anestetico sulla sonda per ridurre al minimo il fastidio e la introduciamo delicatamente da una narice. Quando il sondino arriva in gola, chiediamo al paziente di deglutire un goccio d’acqua: questo movimento aiuta la sonda a scivolare agevolmente lungo l’esofago fino allo stomaco.

Si può avvertire un leggero fastidio iniziale, una sensazione di corpo estraneo in gola, lacrimazione o stimolo a tossire, ma si tratta di sensazioni che svaniscono nel giro di un paio di minuti. Ci tengo a precisare che il sondino non interferisce in alcun modo con la respirazione. Inoltre, non utilizziamo sedativi perché abbiamo bisogno della collaborazione attiva del paziente, al quale verrà chiesto di deglutire piccoli sorsi d’acqua su mia indicazione. La durata complessiva della procedura è di circa 20-30 minuti.”

Il post-procedura e il recupero

Cosa succede una volta terminata la misurazione delle pressioni?

“Al termine del test, il sondino viene rimosso in modo rapido e indolore. Non essendoci sedazione, il paziente può lasciare lo studio medico immediatamente, riprendere a mangiare e bere normalmente e tornare alle proprie attività quotidiane o lavorative senza alcuna limitazione.”

Domande Frequenti (FAQ) sulla Manometria Esofagea a Roma

L’esame è doloroso?

No, la manometria esofagea non è dolorosa. Può causare un leggero fastidio nel momento in cui la sonda sottile passa attraverso il naso, ma la quasi totalità dei pazienti la definisce assolutamente tollerabile.

Quanto tempo richiede l’appuntamento in clinica?

La misurazione e la procedura vera e propria durano circa 20-40 minuti. Tuttavia, consigliamo di prevedere circa 1 ora complessiva per le procedure di accettazione, la preparazione iniziale e il colloquio finale.

Dopo quanto tempo si riceve il referto?

I dati registrati dal computer vengono analizzati e interpretati accuratamente dal gastroenterologo. Di solito, il referto scritto dettagliato è disponibile nel giro di pochi giorni dall’esecuzione del test.

Devo sospendere l’assunzione di farmaci prima del test?

, alcuni farmaci (come i procinetici, gli antiacidi o determinati antidolorifici oppioidi) possono alterare la motilità dell’esofago e falsare l’esito dell’esame. È fondamentale comunicare in fase di prenotazione quali terapie si stanno seguendo, così da ricevere indicazioni precise su quali farmaci sospendere e per quanti giorni.

Cerca un centro specializzato per la Manometria Esofagea a Roma?

Se hai bisogno di prenotare una manometria esofagea ad alta risoluzione a Roma con il Prof. Giovanni Di Nardo, contatta la nostra segreteria per verificare le prime disponibilità e ricevere tutte le istruzioni necessarie per la preparazione all’esame.

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